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ZES Unica e Mezzogiorno: la nuova alleanza tra Governo e BEI può diventare una svolta storica Investimenti, credito agevolato e innovazione per rilanciare il Sud Italia

ZES Unica e Mezzogiorno: la nuova alleanza tra Governo e BEI può diventare una svolta storica
Investimenti, credito agevolato e innovazione per rilanciare il Sud Italia
A cura dell’Avv. Lelio Mancino
Il Mezzogiorno torna al centro delle strategie europee di sviluppo economico.
La firma del nuovo Protocollo d’Intesa tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) rappresenta infatti un segnale politico ed economico di enorme rilievo per il futuro del Sud Italia.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: trasformare la ZES Unica del Mezzogiorno in una grande piattaforma europea di attrazione per investimenti, innovazione e sviluppo produttivo.
Dal 1° gennaio 2024 la ZES Unica ha accorpato tutte le Zone Economiche Speciali del Sud in un unico sistema integrato, comprendente Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Una scelta che punta a semplificare procedure burocratiche, accelerare autorizzazioni e offrire incentivi fiscali più competitivi per le imprese.
Ma il vero elemento innovativo dell’intesa firmata con la BEI è rappresentato dagli strumenti concreti che potranno essere messi a disposizione del territorio.
Si parla infatti di:
linee di credito dedicate alle PMI e alle imprese di media dimensione;
garanzie finanziarie per attrarre capitali privati;
assistenza tecnica specialistica per aiutare enti locali e aziende a strutturare progetti complessi;
raccordo diretto con i fondi europei e con il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI).
Non si tratta soltanto di finanza.
Si tratta di creare le condizioni affinché il Sud possa finalmente competere ad armi pari con le grandi aree industriali europee.
Particolarmente significativa appare la scelta di concentrare l’attenzione su filiere strategiche come:
agroalimentare;
aerospazio;
automotive;
cantieristica navale.
Settori nei quali il Mezzogiorno possiede competenze, tradizioni industriali e potenzialità spesso sottovalutate.
La creazione di una Task Force congiunta tra BEI e struttura ZES Unica potrebbe inoltre rappresentare un importante strumento di coordinamento per evitare dispersioni, ritardi e frammentazioni amministrative che in passato hanno spesso rallentato la capacità di spesa e l’attuazione concreta dei progetti.
Naturalmente sarà fondamentale verificare nei prossimi mesi la reale capacità di trasformare gli annunci in investimenti effettivi, occupazione stabile e crescita territoriale.
Perché il Sud non ha bisogno di slogan.
Ha bisogno di infrastrutture moderne, accesso al credito, semplificazione amministrativa e politiche industriali lungimiranti.
Il Mezzogiorno possiede porti strategici, competenze professionali, università di qualità, capacità manifatturiera e una posizione geografica centrale nel Mediterraneo.
Occorre però una visione che sappia mettere a sistema queste risorse.
La sfida della ZES Unica potrebbe diventare molto più di una misura economica: potrebbe rappresentare un nuovo modello di sviluppo territoriale fondato sulla collaborazione tra istituzioni europee, Stato, imprese e comunità locali.
Ed è proprio in questo momento storico che il Sud Italia deve smettere di essere considerato una periferia da assistere e iniziare ad essere riconosciuto come una grande opportunità strategica per l’intero Paese e per l’Europa.
Perché non può esistere una vera crescita nazionale senza il pieno rilancio del Mezzogiorno.

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