
Notte di terrore a Napoli. Straniero pestato da baby gang nella Galleria Umberto e 15enne ferito a piazza Mercato da colpo di pistola. Borrelli (AVS): “Baby criminali fuori controllo. A piazza Mercato si spara ancora dopo la morte di Emanuele Tufano”
Notte di terrore a Napoli che, ancora una volta, vede protagonisti dei giovanissimi. Nella Galleria Umberto I all’esterno del Mc Donald’s una baby gang che girava con coltelli e tirapugni ha pestato selvaggiamente un cittadino straniero rompendogli il naso. A piazza Mercato intorno alle 3 di notte un 15enne è stato ferito alla gamba da un colpo di pistola, in circostanze ancora da chiarire, ed è stato ricoverato all’ospedale Pellegrini. Non è in pericolo di vita. Gli episodi sono stati segnalati al deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli, da anni impegnato nella lotta alle baby gang e alla criminalità.
“Quanto accaduto nella notte a Galleria Umberto I e a Piazza Mercato conferma ancora una volta che l’emergenza baby gang è tutt’altro che risolta e continua ad essere gravemente sottovalutata. Ricordo che proprio a piazza Mercato fu organizzato anche il raid con lo scontro a fuoco tra baby gang del territorio e della Sanità che causò la morte di Emanuele Tufano. Ragazzini che girano armati di coltelli, tirapugni e pistole che rappresentano una bomba sociale pronta a esplodere in qualsiasi momento, mietendo spesso vittime innocenti come il cittadino straniero preso di mira nella Galleria Umberto. Da anni denunciamo questo fenomeno e chiediamo interventi concreti sul fronte della prevenzione, dell’educazione e del controllo del territorio. Ma c’è anche un tema enorme di responsabilità familiare che non può più essere ignorato. È assurdo che dei minorenni possano andare in giro armati a notte fonda senza che nessuno si chieda dove siano, cosa facciano e con chi stiano. Ribaltando sulla comunità i danni delle proprie incapacità genitoriali. Chi permette ai propri figli di vivere la strada senza regole, senza controlli e senza limiti contribuisce indirettamente ad alimentare questo clima di violenza. Se da un lato servono più controlli e pene certe per chi commette reati, dall’altro è evidente che il conto dei fallimenti genitoriali non può essere pagato dai malcapitati di turno”.



