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Mazzarri: “Nessuna rivoluzione dal mercato. Queste le condizioni degli infortunati”

Le parole del tecnico azzurro alla vigilia della sfida con il Monza, ultima partita dell'anno

Alla vigilia del match contro il Monza, Walter Mazzarri ha parlato alla stampa al Konami Training Center di Castel Volturno. Questi gli highlights della conferenza stampa dell’allenatore del Napoli, che esordisce commentando il sold out dello stadio Maradona all’ultima dell’anno: “Intanto voglio ringraziare il pubblico, so che ci sarà lo stadio pieno, sono contento che ci daranno una mano in un momento difficile. Li ringrazio già da ora”.

Sull’avversario: “Sarà una partita difficile, il Monza ha messo in difficoltà la Lazio all’Olimpico, squadra che utilizza il 4-3-3 come noi. Verranno senza nulla da perdere, giocano bene ed hanno un bravo allenatore. È una gara importantissima per noi”.

Rispetto all’emergenza in corso, si aspetta una rivoluzione dal mercato? “Le rivoluzioni non si fanno a gennaio, non c’è il materiale per poterlo fare. Sicuramente qualcosa andrà considerato, ma del mercato preferisco ne parli la società. Io voglio dare una mano ai giocatori a riprendere quella fiducia che avevano l’anno scorso, giocando bene e cercando di essere equilibrati, senza fare leggerezze ed altri errori evitabili. Poi ci aggiorneremo, in questo momento non possiamo guardare a lungo termine. Dobbiamo solo pensare alla partita di domani”.

Come stanno Lindstrom, Lobotka e Natan? “L’allenamento di oggi sarà importante per valutare Lindstrom, Lobotka ed altri acciaccati. Cominciano ad essere tante le defezioni, siamo un po’ in emergenza. Lobotka è un titolarissimo, vediamo come sta. Se sta bene, gioca. Lindstrom non ha i 90 minuti, dovrò pensare una staffetta. Ancora non ho deciso se giocherà dall’inizio oppure da subentrante. Natan? Mi diceva il dottore che ne avrà per almeno un mese e mezzo… non è una cosa di poco conto”.

Se dovesse mancare Lobotka, quale soluzione davanti alla difesa? “Ho grande fiducia in Cajuste. È arrivato quest’anno, ma sono convinto che da qui a poco sarà un giocatore importante per il Napoli, ha tante qualità. Può partire lui lì, poi c’è anche Anguissa che ha tanta esperienza. Cajuste è più indicato perché Anguissa ha sempre giocato mezz’ala destra, ci sono meccanismi collaudati da toccare meno possibile”.

Come giudica il lavoro svolto finora? “Mi conoscete, mi sento di Napoli, sono tornato per dare una mano. I ragazzi iniziano a pensare come piace a me, non sempre riusciamo a farlo vedere, anche qualche reazione inopportuna fa capire che c’è il fuoco dentro, ma per ora non lo riusciamo ad incanalare bene, come a Roma. Vedendo come sono andate alcune partite mi brucia non aver raccattato più punti. Potevano esserci almeno due punti per noi e due punti in meno alle rivali, li avremmo meritati per come si sono sviluppate. Abbiamo meno punti di quelli che meriteremmo”.

Si aspettava un atteggiamento diverso da parte di Osimhen e Politano a Roma? “Victor da quando è rientrato viene martoriato dall’inizio alla fine, anche quando l’azione non è lì. Forse sentiva la pressione perché l’anno scorso ha fatto grandi cose, ci può stare un po’ di nervosismo. Ha avuto l’infortunio, poi ci sarà la Coppa d’Africa. Tendo a perdonare il ragazzo, non perché sia un buonista, ma perché so che quando tornerà ci darà una grande mano. Politano è un ragazzo stupendo, che dà sempre l’anima in campo. Ha avuto un momento di nervosismo, stava andando in contropiede ed ha avuto un gesto di stizza. Per assurdo, quell’episodio negativo fa capire quanto i giocatori siano vogliosi di vincere. Siamo sulla strada giusta”.

Pensa a Simeone titolare insieme a Raspadori? “Mi piacciono entrambi, farli giocare insieme significa cambiare modulo e molti meccanismi, andrebbe provato con un po’ più tempo. Una punta in panchina però bisogna averla. Poi se giocano entrambi, uno dei due è stanco nel finale, poi chi metto dalla panchina? Siamo contati, è più facile giochi uno dei due e così l’altro può subentrare”.

I numeri al Maradona piangono. Come si torna a vincere in casa? “Quando stiamo bene imponiamo il gioco a tutti, ma bisogna stare attenti a non prendere contropiedi mentre si attacca. Nelle zone importanti ci arriviamo sempre, se si guarda al possesso nella trequarti avversaria ci stiamo più degli altri, ma lì poi siamo poco incisivi. In diverse partite siamo stati più corti, abbiamo preso meno contropiedi e fatto meno errori difensivi. Poi ogni tanto si fa un errore e si prende subito gol. Dobbiamo fare il nostro gioco, ma funzionale al risultato: purtroppo quest’anno non è stato così molte volte”.

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