
False presenze alla Napoli Servizi, licenziati in quattro. Giudice respinge ricorso. La vicenda emersa dopo segnalazione del deputato Borrelli: “Confermata la gravità dei fatti. Serve massimo rigore per i furbetti del cartellino”
Quattro addetti alle pulizie della Napoli Servizi, impiegati presso il dormitorio pubblico di via Giuseppe De Blasiis, sono stati licenziati per presunte false attestazioni delle presenze in servizio attraverso lo scambio dei badge. Sulla vicenda, relativa a fatti risalenti al 2024, è arrivata nei giorni scorsi anche una prima pronuncia del giudice del lavoro, che ha respinto il ricorso presentato da uno dei dipendenti, ritenendo compromesso il rapporto di fiducia con l’azienda e condannando il lavoratore al pagamento delle spese legali. Resta inoltre aperta un’indagine della Procura di Napoli sulle presunte false presenze emerse grazie a una segnalazione del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che aveva portato all’attenzione dell’allora direzione generale dell’azienda partecipata del Comune di Napoli il sospetto di irregolarità nel servizio.
“Avevamo segnalato una situazione che meritava di essere approfondita e verificata. La prima pronuncia del giudice del lavoro rappresenta un passaggio importante che conferma la gravità dei fatti, ma sarà necessario attendere anche gli sviluppi dell’inchiesta della Procura per avere un quadro completo delle responsabilità. Serve il massimo rigore contro i cosiddetti furbetti del cartellino che non solo danneggiano l’azienda per cui lavorano e sottraggono soldi alla comunità, ma ledono gravemente anche l’immagine dell’amministrazione comunale. Chi lavora correttamente non deve essere penalizzato da chi, eventualmente, cerca di aggirare le regole. Le società partecipate devono garantire trasparenza, controlli rigorosi e servizi efficienti, soprattutto quando si tratta di strutture pubbliche destinate all’accoglienza delle persone più fragili”. Questo il commento di Borrelli.



