
Peccato però che la verità è tutt’altra, e cioè che questi soldi non sono altro che un grandioso regalo -un pizzo!- pagato ai proprietari di case sfitte nelle zone limitrofe a Pozzuoli per supplicarli di non speculare sulla pelle di chi ha perso la casa per le scosse. A ciascun proprietario di casa che fitti la propria ad una famiglia sfollata saranno infatti immediatamente donati 2500 euro (soldi pubblici, pagati con le nostre tasse) e uno sgravio del 25% sull’IMU.
La misura della Regione Campania è imbarazzante e sarà inefficace: non speculare sui terremotati dovrebbe essere la normalità, non qualcosa da premiare. Quella che viene spacciata per una misura forte e risoluta a tutela degli sfollati è quindi l’ennesima prova della debolezza istituzionale nel rispondere alla crisi bradisismica: di fronte ad una emergenza abitativa enorme ed improvvisa, che vede ormai quasi 5000 sfollati, leggere che lo Stato in tutte le sue forme (dal comune, alla regione al governo centrale) vada col cappello in mano a bussare ai proprietari di case sfitte supplicandoli di non lucrare più del dovuto è disgustoso.
Non è così che si risolve il problema materiale agli sfollati, ma colpendo chi specula ed eliminando a monte la possibilità che questo accada. In questo momento le priorità dovrebbero essere quelle di non lasciare nessuno indietro, di garantire immediatamente ad ognuno la sicurezza di un tetto sulla testa che sia vicino ai propri affetti e al proprio lavoro e di non lasciare gli sfollati a doversi trovare autonomamente questo tetto avventurandosi nel mare fosco del mercato immobiliare, pieno di pescecani.
Come Potere al Popolo è dalla ripresa del fenomeno bradisismico che lo stiamo dicendo chiaramente: è assolutamente necessaria una mappatura delle strutture e delle seconde case sfitte nelle zone limitrofe a Pozzuoli. Questi alloggi andrebbero immediatamente requisiti temporaneamente ed assegnati a chi si trova a perdere la casa, così che ci sia la garanzia di poter continuare a vivere dignitosamente. Ovviamente, questo sarebbe possibile solo con uno Stato forte e dalla parte del Popolo; quello a cui invece stiamo assistendo da anni sono invece istituzioni deboli, poco interessate ad investire reali risorse per risolvere il nostro dramma e più interessate invece a farsi la guerra per slogan tra Stato d’emergenza e Legge speciale.



