
“Parliamo dell’ennesima condizione di disagio che si aggiunge alll’interruzione della Linea 2 della metropolitana dalla stazione di Pozzuoli-Solfatara, ai continui annunci mai tradotti in fatti sull’apertura della stazione EAV di Pozzuoli-Villa Maria, ai tempi inaccettabili dei lavori che da oltre un anno e mezzo paralizzano il trasporto su ferro sulla linea cumana a Pozzuoli e la totale insufficienza, mai colmata, del trasporto pubblico su gomma, che al contrario dovrebbe essere potenziata per garantire servizi di trasporto pubblico alternativi adeguati”.
“Il risultato non cambia” , ha commentato Ioffredo, “ed è l’isolamento progressivo dell’intera area flegrea, con pesanti ricadute sulla qualità della vita, sul diritto al lavoro, allo studio, alla salute e all’accesso ai servizi essenziali. È una condizione che rappresenta un limite concreto alla libertà personale e all’effettivo esercizio dei diritti costituzionalmente garantiti.
La Corte costituzionale ha più volte affermato che il trasporto pubblico locale costituisce uno strumento essenziale per realizzare l’uguaglianza sostanziale e consentire il pieno godimento dei diritti fondamentali della persona. Per questo quanto sta accadendo a Pozzuoli e nei Campi Flegrei non è soltanto un problema di mobilità, ma una questione di giustizia sociale e di rispetto dei diritti inviolabili dei cittadini”.
“Adesso basta, in queste condizioni non è più possibile andare avanti. Non servono più annunci, rinvii o rassicurazioni. Servono interventi immediati e concreti: il rapido ripristino del servizio ferroviario, il completamento senza ulteriori ritardi dei cantieri, l’apertura delle infrastrutture già annunciate e un potenziamento reale del trasporto su gomma, con mezzi e corse adeguati a garantire il diritto alla mobilità”.
“Le istituzioni competenti, tutte e di ogni livello, si assumano finalmente la responsabilità di restituire ai cittadini dell’area flegrea un servizio pubblico efficiente, dignitoso e all’altezza di un territorio che non può continuare a essere trattato in questo modo e di una comunità intera fatta di lavoratori, lavoratrici, studenti, anziani e disabili lasciati in una continua incertezza e nell’abbandono”, ha concluso Stefano Ioffredo.



