
Acqua pubblica e legalità: il TAR Campania chiude il contenzioso sull’adduzione primaria
A cura dell’ Avvocato Lelio Mancino
In data odierna è stata pubblicata una rilevante pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania che interviene su una vicenda particolarmente delicata per la gestione di un bene essenziale: l’acqua.
La decisione arriva a seguito della delibera della Regione Campania con cui è stato disposto l’annullamento del bando relativo all’affidamento della gestione del sistema di adduzione primaria di interesse regionale, originariamente destinato a una società mista pubblico-privata.
Il Collegio ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della revoca della procedura di gara da parte dell’amministrazione regionale. In altri termini, venendo meno l’oggetto stesso della controversia, il giudizio non aveva più ragione di proseguire.
È stata inoltre disposta la compensazione delle spese di giudizio, a conferma della natura “processuale” della chiusura della vicenda.
Al di là dell’aspetto tecnico-giuridico, la pronuncia assume un valore significativo sotto il profilo sostanziale. La gestione della rete idrica, infatti, non rappresenta un semplice servizio pubblico, ma incide direttamente su un diritto fondamentale della collettività.
L’acqua è un bene primario, strettamente connesso alla dignità della persona e alla tutela della salute.
Le scelte amministrative in questo ambito devono quindi essere improntate a criteri di trasparenza, sostenibilità e, soprattutto, tutela dell’interesse pubblico.
Questa vicenda richiama con forza il ruolo dell’avvocato non solo come tecnico del diritto, ma come presidio di garanzia per i diritti fondamentali.
Difendere interessi collettivi, come quello all’accesso equo e sicuro all’acqua, significa operare in un ambito in cui il diritto incontra la vita quotidiana delle persone. Significa vigilare affinché le decisioni pubbliche rispettino i principi di legalità e giustizia sostanziale.
In un contesto sempre più complesso, l’attività forense diventa quindi uno strumento essenziale per assicurare che beni comuni come l’acqua restino realmente al servizio della collettivita’
La sentenza del TAR Campania rappresenta un punto fermo in una vicenda articolata, ma soprattutto un’occasione di riflessione sul valore dei beni pubblici e sul ruolo delle istituzioni e dei professionisti nella loro tutela.
L’acqua non è solo una risorsa: è un diritto. E come tale, va difeso.




