Cronaca

CAMORRA, GRATTERI PUNTA IL DITO CONTRO LE FICTION

E’ tornato a parlare della polemica divampata nei giorni scorsi nei confronti del rapper Geolier, il procuratore di napoli Nicola Gratteri. Dopo aver criticato il valore e l’utilità dell’incontro organizzato all’Università  Federico II di Napoli, Gratteri, intervenuto a radio 24, ha parlato dell’influenza negativa delle fiction di mafia, sul pubblico. In particolare ha sottolineato di quanto siano predominanti,  in alcuni prodotti cinematografici, la violenza e il degrado, spesso senza che si veda sullo schermo,  per diverso tempo, un poliziotto, un magistrato o comunque un rappresentante della legalità.

“Non capisco che messaggio possa passare in questo modo   – ha dichiarato –  Mi sembra preoccupante il fenomeno se poi a scuola ragazzini si vestono e si atteggiano come i killer visti in tv la sera prima”.

E sulla vicenda di  Geolier, Gratteri ha specificato che i suoi commenti non erano riferiti direttamente a lui, ma ad un generico rapper che si mostra in alcuni video sui social con in mano mitra  e pistole. Questo perché un genitore gli aveva chiesto cosa ne pensasse dell’università che invita un cantante che divulga un certo tipo di video su tik tok.

“E’ chiaro che in questo caso ho detto il peggio che si possa pensare-ha dichiarato-, per me  una persona che si fa vedere con il mitra mentre canta, trasmette  un messaggio negativo. I giornalisti hanno poi fatto il nome di Geolier”.

Dopo la polemica il rettore della Federico II, Matteo Lorito, aveva invitato Gratteri all’incontro nella sede di Scampia, senza che pero accettasse: “Decido io quando andare o non andare in un posto e nessuno mi invita attraverso un articolo di giornale- ha concluso il magistrato-. Ho 66 anni e per caso faccio anche il procuratore di Napoli”.

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