
“Quando in Italia si pronuncia la parola ‘specializzandi’, l’opinione pubblica e la politica pensano, per un automatico quanto errato riflesso condizionato, esclusivamente alla categoria dei medici. Esiste invece un mastodontico cono d’ombra che avvolge migliaia di altri professionisti della sanità: parliamo di veterinari, biologi, chimici, farmacisti, fisici medici e psicologi. Un esercito di invisibili strutturalmente indispensabile per la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale, oggi ridotto allo stremo da una crisi delle borse di studio e delle iscrizioni che ne sta desertificando le fila”. È quanto dichiara in una nota Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute.
“Questi professionisti – spiega il Segretario – affrontano percorsi di specializzazione quadriennali, obbligatori per legge anche solo per poter partecipare ai concorsi pubblici nelle ASL, negli Istituti Zooprofilattici o nei laboratori ospedalieri. Eppure, lo fanno in condizioni di inaccettabile svantaggio rispetto ai colleghi medici: contratti precari, tutele assistenziali ridotte al lumicino e borse di studio spesso misere o del tutto assenti. Siamo di fronte al paradosso per cui migliaia di giovani laureati sono pronti a iniziare la propria formazione per mettersi al servizio della salute pubblica, ma restano bloccati al nastro di partenza perché impossibilitati a immatricolarsi per mancanza di coperture economiche”.
“Se da un lato accogliamo con favore la recente assegnazione dei fondi per i contratti dell’anno accademico 2024-2025, dall’altro non possiamo non denunciare con forza che all’orizzonte regna il buio più totale per lo stanziamento delle borse relative all’anno 2025-2026. Questa totale assenza di programmazione finanziaria rischia di dare il colpo di grazia a intere categorie professionali e, di riflesso, all’efficienza delle nostre strutture sanitarie”, incalza Giuliano.
“La UGL Salute chiede un cambio di passo immediato e l’apertura di un tavolo di confronto ministeriale. È tempo di dare voce, dignità e parità di trattamento a tutte le professioni sanitarie non mediche. Senza veterinari salta la sicurezza della filiera alimentare e la prevenzione dalle epidemie; senza biologi e chimici si fermano la diagnostica e la ricerca; senza farmacisti e fisici medici si bloccano le terapie complesse; senza psicologi crolla il supporto mentale sul territorio e senza. Chiediamo al Governo un impegno strutturale e risorse certe: non possiamo permetterci di perdere questi professionisti, pena il definitivo collasso del nostro sistema di prevenzione e cura”, conclude il sindacalista.



