
Napoli, da Montesanto a Porta Capuana torna l’incubo della violenza. Borrelli: “Piantedosi venga con risposte concrete, servono più agenti e controllo vero del territorio”
Mercoledì il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sarà a Napoli per partecipare in Prefettura al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La sparatoria di Montesanto, con due gruppi criminali armati tra la folla, e il nuovo omicidio nell’area di Porta Capuana riportano al centro il tema della sicurezza in città.
“Mi auguro che quella del ministro non sia l’ennesima passerella istituzionale, ma l’occasione per assumere decisioni concrete. Napoli non ha bisogno di dichiarazioni di circostanza, ma di una vera svolta sulla sicurezza. Da anni denunciamo organici insufficienti, turni massacranti e mezzi inadeguati. Ogni anno i pensionamenti superano le nuove assunzioni e le forze dell’ordine vengono lasciate a presidiare una città complessa con numeri sempre più ridotti”, dichiara Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra.
“Non possiamo continuare ad assistere a sparatorie in mezzo ai passanti, omicidi in pieno centro e regolamenti di conti che mettono a rischio cittadini, commercianti e turisti. Servono migliaia di agenti in più, presidi permanenti nelle aree sensibili, pattugliamenti reali e controllo dinamico del territorio. Lo Stato deve dimostrare con i fatti di essere più forte della criminalità”, prosegue Borrelli.
A denunciare una situazione ormai insostenibile è anche Ulderico Carraturo, portavoce dei commercianti e residenti di Porta Capuana. “Siamo esasperati. Il territorio è allo sbando, tra illegalità diffusa, marginalità e criminalità radicata. Si è finito per normalizzare ciò che normale non è. Non servono presidi fermi sulla mattonella, ma forze dell’ordine che girino davvero nel quartiere per prevenire i reati, non solo per intervenire dopo”.



