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La Città Metropolitana di Napoli e l’Arpa Campania permutano due immobili per valorizzare il rispettivo patrimonio pubblico

La Città Metropolitana di Napoli e l’Arpa Campania permutano due immobili per valorizzare il rispettivo patrimonio pubblico

Firmato in via definitiva il contratto di permuta tra i due enti: l’ex caserma dei Vigili del Fuoco di via Arenaccia passa ad ARPAC per i suoi laboratori; i locali del complesso monumentale di Santa Maria la Nova entreranno nel patrimonio culturale della Città Metropolitana

Un accordo che guarda al futuro del patrimonio pubblico napoletano, mettendo al centro la valorizzazione, la funzionalità e il risparmio per entrambi gli enti coinvolti. La Città Metropolitana di Napoli, guidata dal Sindaco Gaetano Manfredi, e l’ARPAC – Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania – hanno concluso una permuta immobiliare di significativo rilievo nella gestione del patrimonio pubblico cittadino.

L’operazione prevede una permuta tra due beni di grande interesse: da un lato, l’ex caserma dei Vigili del Fuoco in via Arenaccia finora di proprietà della Città Metropolitana, dall’altro i locali al primo piano del Complesso monumentale di Santa Maria la Nova, in pieno centro storico, che fino ad oggi erano nella disponibilità dell’ARPAC.

Un’intesa che è stata costruita nel tempo, frutto di anni di confronto e collaborazione tra gli enti coinvolti, e che ha trovato nella permuta lo strumento giuridico più efficiente.

Santa Maria la Nova: storia, arte e cultura per la città

Con l’acquisizione dei locali al primo piano del Complesso monumentale di Santa Maria la Nova, la Città Metropolitana amplia la propria presenza in un contesto monumentale di raro fascino e di straordinario valore storico e artistico, in uno dei luoghi più suggestivi della città, già riconosciuto come tale dalle competenti autorità ministeriali, che ne hanno dichiarato l’interesse culturale e imposto il vincolo di destinazione pubblica. La nuova disponibilità di questi spazi apre scenari nuovi e stimolanti: l’intenzione dell’Ente di piazza Matteotti è quella di destinarli all’allestimento della Collezione d’arte della Città Metropolitana di Napoli, che potrà così trovare una collocazione stabile e degna della sua importanza, accessibile al pubblico. Un processo già avviato con l’apertura lo scorso mese di dicembre 2025 alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi, di tre sale espositive, nei locali adiacenti la Sala del Consiglio.

L’accordo è, dunque, molto più di una permuta immobiliare: è un atto di programmazione culturale, che rafforza la vocazione di Santa Maria la Nova come polo dell’arte, garantendo al contempo – come previsto dall’autorizzazione ministeriale – la piena accessibilità del bene e la tutela del suo godimento pubblico. L’operazione è pienamente inserita nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari della Città Metropolitana di Napoli e rientra in una più ampia strategia di razionalizzazione del patrimonio pubblico, che punta a mettere ogni bene al servizio della sua migliore destinazione possibile, evitando sprechi e massimizzando il valore per la collettività.

“Questa permuta è il risultato di un lavoro paziente e condiviso, avviato anni fa con ARPAC e portato a compimento con determinazione. Siamo soddisfatti di un’intesa che porta vantaggi concreti a entrambi gli enti e, soprattutto, alla comunità. La logica che ci ha guidati è semplice ma fondamentale: ogni bene pubblico deve esprimere al meglio la propria vocazione. L’ex caserma di via Arenaccia è perfetta per ospitare laboratori scientifici e attività operative; i locali di Santa Maria la Nova, invece, appartengono per natura e per storia alla sfera della cultura. Non a caso, l’intenzione della Città Metropolitana è di allestire proprio in quegli spazi la nostra Collezione d’arte, restituendo alla città un tesoro che merita di essere visto e conosciuto in un contesto all’altezza della sua bellezza” afferma Antonio Sabino, Consigliere Metropolitano delegato al Patrimonio.

L’ex caserma di via Arenaccia: un futuro da laboratorio ambientale

Se la destinazione dei locali di Santa Maria la Nova parla il linguaggio della cultura e della storia, per l’immobile di via Arenaccia si guarda alla funzionalità scientifica. Nel capannone, già sede della Caserma dei Vigili del Fuoco, di proprietà della Città Metropolitana, troverà destinazione una parte dei laboratori di ARPAC, attualmente ubicata ad Agnano.

Il trasferimento dei laboratori in una sede di proprietà rappresenta per ARPAC un salto di qualità organizzativo e, soprattutto, la definitiva eliminazione di un fitto passivo che gravava sulle casse dell’Ente. Un vantaggio non trascurabile per un’Agenzia che svolge un ruolo essenziale nel monitoraggio e nella tutela dell’ambiente in Campania.

“Siamo soddisfatti dell’accordo raggiunto con la Città Metropolitana di Napoli e condiviso con la Regione Campania. Questo scambio ci permette finalmente di trasferire alcuni dei nostri laboratori di valenza regionale, oggi ad Agnano in locali in affitto, in una sede di nostra proprietà all’Arenaccia, con caratteristiche funzionali alle esigenze scientifiche e tecniche di ARPAC. Oltre al valore tecnico-operativo dell’operazione, c’è un beneficio economico immediato e concreto: l’eliminazione di un costo fisso annuale che pesava sul bilancio dell’ente. Ringraziamo la Città Metropolitana per la disponibilità dimostrata in questi anni di lavoro comune” afferma Stefano Sorvino, direttore generale Arpa Campania.

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