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Lunedì – Il futuro di Bagnoli – Con il viceministro dell’Ambiente Gava e il​ Sindaco Manfredi il bilancio dei 20 anni del Testo Unico dell’ambiente

I venti anni del Testo Unico dell’ambiente e il futuro di Bagnoli

 

Al Suor Orsola con il viceministro dell’Ambiente Gava e il Sindaco Manfredi, magistrati, giuristi ed esperti di economia per una riflessione su bonifica, sviluppo e rigenerazione del territorio

 

Lunedì 4 maggio ore 9.30

Università Suor Orsola Benincasa

Sala degli Angeli

Via Suor Orsola 10 – Napoli

 

Comunicato Stampa

“I venti anni del Testo Unico dell’ambiente e il futuro di Bagnoli” sarà il tema dell’incontro ideato dal Dipartimento di Scienze giuridiche ed economiche dell’Università Suor Orsola Benincasa che l’Ateneo napoletano, sede da 10 anni del primo corso di laurea in Italia specificamente dedicato alla green economy, ospiterà lunedì 4 maggio a partire dalle 9.30 nella sua Sala degli Angeli.

Un incontro promosso con il patrocinio del Comune di Napoli e dell’Associazione Italiana di Diritto dell’Ambiente e con il contributo di ACEN (Associazione Costruttori Edili della Provincia di Napoli), che si potrà seguire anche in diretta streaming su www.facebook.com/unisob e che sarà aperto dal Viceministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Vannia Gava, dal Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, dal Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro, e dal presidente ACEN, Antonio Savarese.

Da quattro anni in Italia la tutela di ambiente, biodiversità ed ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni, è un impegno inserito in Costituzione. Da 20 anni esiste un Testo Unico dell’ambiente che, istituito con il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, è la principale normativa italiana in materia di tutela ambientale. E nella sessione del mattino, che sarà introdotta dal direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche ed economiche, Tommaso Frosini e coordinata da Elisabetta Morlino, professore di diritto amministrativo e diritto dell’ambiente al Suor Orsola, ci sarà spazio proprio per le relazioni finalizzate ad un bilancio sui venti anni del Testo Unico dell’ambiente con gli interventi, tra gli altri, dei magistrati Raffaele Greco, presidente di Sezione del Consiglio di Stato e Antonio Ricci, procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Napoli.

Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30 spazio alla tavola rotonda su “Il caso Bagnoli: bonifica, sviluppo e rigenerazione del territorio” che sarà coordinata da Francesco Marone, professore di diritto costituzionale del Suor Orsola, e sarà strutturata con un confronto con i Subcommissari del Commissario straordinario del Governo per la bonifica ambientale e rigenerazione urbana del sito di interesse nazionale Bagnoli Coroglio, Filippo De Rossi e Dino Falconio (programma completo degli interventi su www.unisob.na.it/eventi).

“Se è vero che l’ambiente è, come si dice, un bene che, una volta leso, non può essere ripristinato – sottolinea il costituzionalista Francesco Marone, tra i promotori dell’iniziativa – e che questo chiede la massima attenzione e cautela nel preservarne l’integrità, è anche vero che la trasformazione del territorio è un elemento intrinseco alla sua antropizzazione. Ne consegue la necessità di trovare un equilibrio e, sul piano più strettamente giuridico, di individuare poteri e forme procedimentali che garantiscano la ragionevolezza e la legittimità di assetti regolatori pratici che sono sempre, in ultima analisi, dei compromessi”. In quest’ottica, un esempio molto chiaro è dato dalla vicenda dell’area di Bagnoli. “La tutela dell’ambiente – chiarisce Marone – è un principio fondamentale dell’ordinamento costituzionale e non può che essere la prioritaria linea guida di ogni determinazione. Ma non può, d’altro canto, dimenticarsi che a Bagnoli l’attuale stato di fatto del territorio è già profondamente diverso da quello originario, in ragione di quasi un secolo di presenza di uno dei più grandi impianti siderurgici europei. Inoltre, la riconversione dell’area di Bagnoli deve anche fare i conti con i tempi e i costi delle bonifiche e con la necessità di piani di sviluppo che siano in qualche modo attrattivi per il mercato, così da poter divenire anche concreta occasione di sviluppo per il territorio. Insomma, il quadro è molto complesso e frammentato e una riflessione, a venti anni dalla codificazione delle norme in materia di ambiente, appare quanto mai utile e necessaria”.

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