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“L’Ultima Voce della Sibilla”: Simona Carannante dà voce ai Campi Flegrei tra mito, memoria e identità

POZZUOLI – Un viaggio tra mito, memoria, identità e futuro, con i Campi Flegrei protagonisti di una narrazione che parte dalle radici più profonde del territorio per arrivare fino al presente. È questo il filo conduttore de L’Ultima Voce della Sibilla, il nuovo libro di Simona Carannante, autrice puteolana che attraverso la scrittura racconta una terra antica e complessa, trasformando luoghi, leggende e vissuto personale in un percorso narrativo ed emotivo. Al centro dell’opera c’è la figura della Sibilla, simbolo millenario dell’immaginario flegreo, che diventa una chiave attraverso cui osservare anche la realtà contemporanea. Pozzuoli, Cuma, il Lago d’Averno, Baia e gli altri luoghi simbolo dei Campi Flegrei non fanno soltanto da scenario alla storia, ma assumono quasi il ruolo di personaggi, custodi di racconti, memorie e identità che attraversano i secoli. «Non volevo semplicemente raccontare i Campi Flegrei. Volevo provare ad ascoltarli, perché ci sono luoghi che continuano a parlare anche quando pensiamo di conoscerli già», racconta Simona Carannante. Un messaggio che acquista particolare significato in un periodo nel quale l’area flegrea viene spesso raccontata soprattutto attraverso il bradisismo e le problematiche connesse alla sua natura vulcanica. L’opera prova invece ad ampliare lo sguardo, ricordando che i Campi Flegrei sono anche archeologia, paesaggio, cultura, tradizioni e memoria collettiva, oltre a essere una comunità che continua quotidianamente ad abitare e custodire un patrimonio conosciuto in tutto il mondo. L’Ultima Voce della Sibilla non vuole essere una semplice guida del territorio né un’opera esclusivamente dedicata alla mitologia, ma un attraversamento dei Campi Flegrei nel quale passato e presente dialogano continuamente e le antiche leggende diventano uno strumento per interrogarsi sul rapporto tra le persone e i luoghi in cui vivono. Il progetto, inoltre, sta progressivamente andando oltre la pagina scritta: Carannante sta portando alcune delle suggestioni del libro direttamente nei luoghi che le hanno ispirate attraverso brevi narrazioni video dedicate al patrimonio flegreo. La Grotta della Sibilla, il Lago d’Averno e altri siti diventano così scenari naturali nei quali immagini, parole e memoria si incontrano, aprendo la strada anche a possibili sviluppi audiovisivi del progetto. Alla pubblicazione del volume si affianca infatti il percorso dell’autrice nella progettazione culturale e nelle iniziative rivolte alla valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di utilizzare linguaggi contemporanei per avvicinare un pubblico sempre più ampio, comprese le nuove generazioni, alla storia e all’identità dei Campi Flegrei. La Sibilla diventa così il simbolo di una voce antica capace di attraversare il tempo e, contemporaneamente, di rappresentare una terra che chiede di essere raccontata non soltanto quando trema o quando torna al centro delle cronache, ma anche attraverso la sua bellezza, l’archeologia, la cultura, le storie e la vita delle comunità che la abitano. Con L’Ultima Voce della Sibilla, Simona Carannante prova dunque a costruire un ponte tra radici e futuro, dando forma a una narrazione contemporanea capace di vivere attraverso la scrittura, la voce e le immagini. Il libro sarà disponibile anche in edizione cartacea dal 18 settembre 2026, mentre la versione Kindle è già disponibile su Amazon, segnando l’inizio di un percorso che punta a portare la voce e l’identità dei Campi Flegrei anche oltre i confini del territorio.

 

 

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