
Iran: la rivolta contro il terrore.
Antinoo Arcigay Napoli al fianco
di donne e popolo iraniano
Antinoo Arcigay Napoli esprime la propria totale e incondizionata solidarietà al popolo iraniano, protagonista di una sollevazione storica che sta scuotendo le fondamenta del regime degli Ayatollah. Da settimane, il mondo osserva il coraggio di chi sfida i proiettili per rivendicare il diritto elementare alla vita e all’autodeterminazione.
Una teocrazia basata sull’oppressione di genere e il terrorismo
La rivolta in corso non è solo una protesta politica, ma una insurrezione dei corpi. Il regime di Khamenei ha costruito il proprio potere sul controllo ossessivo delle donne e sulla cancellazione delle persone LGBTQIA+. Siamo di fronte a una struttura statale che utilizza la violenza di genere, il patriarcato e l’omotransfobia di Stato come pilastri fondamentali di un sistema terroristico.
Per il regime, il corpo femminile scoperto e l’esistenza stessa di una persona LGBTQIA+ rappresentano minacce esistenziali, poiché incarnano la libertà che la teocrazia nega. La violenza che si abbatte sulle piazze è la stessa che, da decenni, colpisce chiunque non si pieghi al modello patriarcale, maschilista e binario imposto con la forza delle armi e delle esecuzioni.
Il buio come arma terroristica
Denunciamo con forza la strategia del regime di oscurare le reti telefoniche e internet. Questo blackout non è solo censura: è una tattica militare per poter torturare, stuprare e uccidere nel silenzio, scommettendo sull’indifferenza della comunità internazionale.
“Ogni secondo di buio digitale in Iran è uno spazio in cui il regime prova a cancellare tracce di umanità. Ma il grido ‘Donna, Vita, Libertà’ ha ormai superato ogni barriera, diventando un coro universale per la libertà e la pace.”
L’appello di Antinoo Arcigay Napoli
Come associazione che lotta per i diritti civili, non possiamo restare a guardare mentre un intero popolo viene soffocato da un regime terroristico e oscurantista.
Sosteniamo la resistenza delle donne iraniane, avanguardia di questa rivoluzione, e delle persone LGBTQIA+ che in Iran rischiano la pena di morte solo per il fatto di essere chi sono.
Chiediamo un isolamento diplomatico e politico netto verso un governo che spara contro i propri cittadini e le proprie cittadine e utilizza lo stupro sistematico come strumento di tortura nelle carceri.
Esortiamo la società civile napoletana e campana a non abbassare la guardia: la libertà degli iraniani e delle iraniane è la nostra libertà.
L’Iran deve tornare al suo popolo. La bellezza della resistenza, di chi accende una sigaretta di fronte al boia o di chi danza nelle strade sfidando la polizia morale, è la prova che nessun regime, anche il più violento, può spegnere il desiderio di libertà.
Non lasciamole sole le donne iraniane, non lasciamo solo il popolo iraniano. Ora tocca a noi.



