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DOCUMENTO DI RIFLESSIONE DELLA CITTADINANZA DEI CAMPI FLEGREI – su accelerazione interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio interessato dal fenomeno bradisismico, potenzialità della programmazione regionale In data 6 giugno 2026, presso l’Hotel Gli Dei di Pozzuoli, si è svolto un incontro pubblico promosso da Europa Verde

DOCUMENTO DI RIFLESSIONE DELLA CITTADINANZA DEI CAMPI FLEGREI
su accelerazione interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio interessato
dal fenomeno bradisismico, potenzialità della programmazione regionale
In data 6 giugno 2026, presso l’Hotel Gli Dei di Pozzuoli, si è svolto un incontro pubblico promosso
da Europa Verde dedicato all’analisi del fenomeno bradisismico e delle prospettive di intervento nei territori
dei Campi Flegrei, alla presenza dell’Assessora alla Protezione Civile della Regione Campania Avv. Fiorella
Zabatta, del Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, di amministratori locali, consiglieri comunali, assessori e
rappresentanti della cittadinanza.
La presente riflessione prende le mosse da un dato ormai consolidato: la comunità scientifica, le
amministrazioni statale, regionale, locali hanno riconosciuto la rilevanza del fenomeno bradisismico che
interessa il territorio dei Campi Flegrei ed ha conseguentemente individuato specifiche misure finalizzate alla
riduzione della vulnerabilità degli edifici, alla tutela della pubblica e privata incolumità e al sostegno delle
popolazioni residenti.
Tale circostanza assume particolare rilievo sotto il profilo programmatorio, poiché determina il riconoscimento
dell’interesse pubblico alla realizzazione degli interventi necessari alla messa in sicurezza, al recupero e alla
riqualificazione del patrimonio edilizio interessato dal fenomeno.
A distanza di oltre due anni dall’avvio della fase più intensa del fenomeno bradisismico registrata nel corso del
2024, numerosi edifici, unità immobiliari e complessi residenziali continuano tuttavia a presentare condizioni
che richiedono interventi di consolidamento, recupero, miglioramento o riqualificazione.
In tale contesto, la cittadinanza ritiene meritevole di specifico approfondimento il ruolo che la Regione
Campania potrebbe svolgere, nell’ambito delle proprie competenze costituzionali e delle proprie disponibilità
programmatorie e finanziarie, ai fini della costruzione di un quadro di interventi complementare e integrato
rispetto alle misure statali già in costruzione.
La questione posta all’attenzione del dibattito pubblico non riguarda pertanto la titolarità degli interventi da
porre in campo, già definita nell’ambito del quadro normativo vigente, bensì la verifica delle possibili modalità
attraverso le quali gli strumenti di programmazione regionale, i fondi europei, le risorse della politica di
coesione e gli ulteriori strumenti finanziari nella disponibilità della Regione possano concorrere ad accelerare
la realizzazione degli interventi necessari nei territori dei Campi Flegrei.
La presente riflessione si propone pertanto di individuare alcuni possibili ambiti di approfondimento tecnicoamministrativo che, ad avviso della cittadinanza, meritano di essere oggetto di una specifica istruttoria
istituzionale da parte dei soggetti competenti, nella prospettiva di una più efficace integrazione tra
programmazione statale, programmazione regionale e fabbisogni concretamente espressi dai territori
interessati.
Il primo elemento che merita di essere evidenziato riguarda il fatto che il fenomeno bradisismico che interessa
il territorio dei Campi Flegrei è stato formalmente riconosciuto dallo Stato quale questione di rilievo nazionale,
meritevole di specifiche misure di tutela e di intervento. Tale riconoscimento produce effetti sotto il profilo
giuridico, amministrativo e programmatorio, poiché determina il formale riconoscimento dell’interesse
pubblico alla realizzazione degli interventi necessari alla riduzione della vulnerabilità del patrimonio edilizio,
alla tutela della pubblica e privata incolumità, alla salvaguardia della funzione residenziale dei territori
interessati e alla permanenza in sicurezza delle comunità locali.
La rilevanza pubblica già riconosciuta impone una riflessione sul rapporto tra i tempi dell’azione
amministrativa e le esigenze concrete delle comunità interessate.
Nel territorio dei Campi Flegrei permane una diffusa percezione di scostamento tra il riconoscimento
istituzionale delle criticità esistenti e la concreta esecuzione degli interventi necessari sul patrimonio edilizio
interessato dal fenomeno.
Tale circostanza costituisce elemento oggettivo che rende necessario interrogarsi su tutte le possibili leve
amministrative, finanziarie e programmatorie che possano concorrere ad accelerare l’attuazione degli interventi
già riconosciuti come necessari.
In tale prospettiva, assume particolare rilievo il ruolo che la Regione Campania può svolgere nell’ambito delle
proprie competenze e delle proprie disponibilità programmatorie e finanziarie.
La verifica delle potenzialità offerte dagli strumenti regionali non deve essere interpretata come una alternativa
o una sovrapposizione rispetto all’intervento statale. Al contrario, essa rappresenta una possibile modalità di
rafforzamento e accelerazione del percorso già intrapreso, nella consapevolezza che la riduzione dei tempi di
attuazione costituisce oggi uno degli obiettivi più rilevanti per garantire una risposta efficace alle esigenze dei
territori interessati.
L’analisi delle possibili misure integrative attivabili a favore dei territori dei Campi Flegrei richiede una preliminare riflessione sul quadro costituzionale delle competenze e sul ruolo che i diversi livelli istituzionali sono
chiamati a svolgere nella gestione di fenomeni complessi quali il bradisismo.
Ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, il sistema delle competenze pubbliche si fonda su un modello
articolato nel quale differenti livelli di governo concorrono, secondo le rispettive attribuzioni, al perseguimento
di obiettivi di interesse generale.
In tale contesto, la protezione civile, la gestione dei rischi naturali, la sicurezza delle comunità residenti e la
tutela dell’incolumità pubblica costituiscono ambiti nei quali l’intervento pubblico si sviluppa attraverso forme
di coordinamento istituzionale e di leale collaborazione tra amministrazioni statali, regionali e locali.
L’intervento statale assume un ruolo essenziale nella definizione del quadro normativo generale, nell’individuazione delle misure straordinarie di interesse nazionale, nel coordinamento delle attività emergenziali e nella
predisposizione degli strumenti necessari ad assicurare una risposta unitaria agli eventi che interessano il territorio nazionale.
Tuttavia, il riconoscimento della rilevanza nazionale del fenomeno bradisismico non determina né sul piano
costituzionale né sul piano amministrativo l’assorbimento delle ulteriori competenze attribuite alla Regione
Campania.
Al contrario, proprio la natura multidimensionale del fenomeno impone il coinvolgimento di una pluralità di
competenze pubbliche che eccedono il perimetro della sola gestione emergenziale.
Gli effetti del bradisismo incidono infatti simultaneamente sulla sicurezza degli edifici, sull’assetto urbanistico
del territorio, sulla programmazione degli investimenti pubblici, sulle politiche abitative, sulla coesione sociale, sullo sviluppo economico locale, sulla rigenerazione urbana e sulla resilienza delle comunità residenti.
Si tratta di ambiti nei quali la Regione Campania esercita funzioni proprie di programmazione, indirizzo, coordinamento e finanziamento, attraverso strumenti che trovano fondamento sia nell’ordinamento costituzionale
sia nella legislazione nazionale e regionale di settore.
In particolare, continuano ad assumere piena rilevanza le competenze regionali in materia di:
− governo del territorio e pianificazione territoriale;
− programmazione economica e finanziaria regionale;
− sviluppo territoriale e coesione;
− politiche abitative;
− rigenerazione urbana;
− resilienza territoriale e adattamento ai rischi naturali;
− utilizzo delle risorse europee assegnate alla Regione;
− programmazione e gestione delle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione;
− programmazione degli investimenti regionali;
− coordinamento delle politiche territoriali e infrastrutturali.
Ne consegue che la presenza di misure statali già approvate e/o in corso di approvazione non esaurisce il campo
delle possibili azioni pubbliche. Al contrario, l’esistenza di un intervento nazionale costituisce il presupposto
sul quale può svilupparsi una più ampia strategia multilivello capace di integrare, coordinare e rafforzare le
misure già previste.
Sotto tale profilo, appare opportuno evidenziare come l’eventuale attivazione di strumenti regionali complementari non comporterebbe alcuna interferenza con le competenze statali, purché tali strumenti siano costruiti
nel rispetto dei principi di coordinamento istituzionale, complementarità finanziaria e divieto di duplicazione
del finanziamento della medesima spesa.
La questione centrale non consiste pertanto nello stabilire se la Regione possa sostituirsi allo Stato, ipotesi che
non trova fondamento nell’impostazione qui proposta. La questione consiste piuttosto nel verificare se, una
volta riconosciuta la necessità degli interventi e definita la cornice nazionale di riferimento, la Regione Campania possa concorrere, attraverso i propri strumenti di programmazione e finanziamento, ad accelerarne la
concreta attuazione.
La cittadinanza ritiene che tale verifica non rappresenti soltanto una possibilità teorica, ma costituisca un passaggio istituzionalmente coerente con il principio di leale collaborazione tra livelli di governo e con l’esigenza
di assicurare la più efficace tutela delle comunità residenti nei territori interessati dal fenomeno bradisismico.
In questa prospettiva, il tema non riguarda l’attribuzione delle competenze, già chiaramente definita dall’ordinamento, bensì la capacità delle istituzioni di utilizzare in modo coordinato e complementare l’insieme degli
strumenti amministrativi, programmatori e finanziari disponibili, al fine di ridurre i tempi di realizzazione degli
interventi necessari e di garantire una risposta proporzionata alla rilevanza delle criticità che interessano il
territorio dei Campi Flegrei.
Ad avviso della cittadinanza, il progressivo consolidarsi del quadro conoscitivo relativo agli effetti del fenomeno e il tempo trascorso dall’avvio della fase più intensa del bradisismo rendono oggi opportuno ampliare
l’ambito dell’analisi istituzionale, includendo una verifica strutturata delle potenzialità offerte dagli strumenti
di programmazione e finanziamento già riconducibili alla sfera regionale.
In particolare, non risulta ancora sviluppata in forma organica, pubblica e formalizzata una istruttoria istituzionale finalizzata a verificare le possibili sinergie tra le misure nazionali già previste e gli strumenti
programmatori e finanziari potenzialmente attivabili nell’ambito della programmazione regionale.
Tale verifica dovrebbe riguardare, tra l’altro:
− le misure statali già approvate o in corso di attuazione;
− il Programma Regionale Campania FESR 2021-2027;
− le opportunità riconducibili all’Obiettivo Specifico RSO 2.4 in materia di prevenzione dei rischi e resilienza territoriale;
− le priorità regionali concernenti gli alloggi sostenibili, accessibili e la qualità dell’abitare;
− il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC);
− il Fondo di rotazione e le correlate quote di cofinanziamento nazionale;
− gli strumenti finanziari regionali eventualmente attivabili;
− i programmi regionali di rigenerazione urbana, resilienza territoriale e sviluppo locale;
− gli ulteriori strumenti di finanziamento riconducibili alle competenze regionali.
La cittadinanza ritiene che tale attività di verifica rappresenti oggi uno dei passaggi istituzionali maggiormente
rilevanti per la costruzione di una strategia integrata di intervento.
L’obiettivo dell’approfondimento proposto non consiste pertanto nell’individuazione di nuove competenze, ma
nella piena valorizzazione delle competenze e degli strumenti già esistenti, attraverso un percorso istruttorio
capace di fornire ai decisori pubblici un quadro chiaro delle risorse potenzialmente mobilitabili e delle condizioni amministrative necessarie per la loro attivazione.
In una fase nella quale il problema risulta ormai compiutamente identificato e gli interventi necessari risultano
ampiamente riconosciuti, la verifica delle effettive possibilità di integrazione tra programmazione statale e
programmazione regionale appare infatti un passaggio funzionale non soltanto all’individuazione delle risorse,
ma anche alla riduzione dei tempi di attuazione degli interventi richiesti dalle comunità interessate.
Il Programma Regionale Campania FESR 2021-2027 individua, tra i propri obiettivi strategici, ambiti di
intervento che presentano evidenti elementi di connessione con le esigenze manifestatesi nei territori dei Campi
Flegrei a seguito degli eventi verificatisi nel periodo 2024-2026.
In particolare, l’Obiettivo Specifico RSO 2.4 è orientato alla promozione dell’adattamento ai cambiamenti climatici, alla prevenzione dei rischi di catastrofe e al rafforzamento della resilienza territoriale, attraverso interventi finalizzati alla riduzione delle vulnerabilità e al miglioramento della capacità di risposta dei territori
esposti a fenomeni naturali e antropici.
Pur risultando prevalentemente rivolto al patrimonio pubblico, alle infrastrutture strategiche e ai sistemi territoriali di protezione civile, tale obiettivo programmatico assume particolare interesse poiché evidenzia come
la prevenzione del rischio e la resilienza territoriale costituiscano già oggi una priorità formalmente riconosciuta dalla programmazione regionale.
Analoga attenzione meritano le priorità introdotte nell’ambito della revisione del Programma Regionale concernenti gli alloggi sostenibili, accessibili e la qualità dell’abitare, le quali risultano potenzialmente coerenti
con le esigenze di conservazione della funzione residenziale, di permanenza delle comunità locali e di recupero
del patrimonio edilizio interessato dagli effetti del fenomeno bradisismico.
A tali strumenti si affiancano le opportunità potenzialmente riconducibili al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, tradizionalmente destinato al sostegno di programmi complessi di sviluppo territoriale, rigenerazione
urbana, infrastrutturazione, coesione sociale e riduzione delle fragilità territoriali.
La rilevanza strategica dei Campi Flegrei, la natura strutturale delle criticità emerse e la necessità di coniugare
sicurezza, resilienza, permanenza delle comunità residenti e tutela del patrimonio edilizio rendono pertanto
ragionevole interrogarsi sulla possibile integrazione tra le diverse fonti di programmazione disponibili.
La cittadinanza ritiene che proprio la rilevanza pubblica del fenomeno e la necessità di accelerare la realizzazione degli interventi ancora non attuati rendano opportuno l’avvio di una specifica istruttoria tecnico-amministrativa finalizzata a verificare, in modo puntuale e documentato, se e in quale misura gli strumenti di programmazione regionale possano concorrere al perseguimento degli obiettivi già individuati nell’ambito
delle misure statali. L’oggetto dell’istruttoria dovrebbe estendersi alla verifica delle condizioni di ammissibilità della spesa, delle modalità di integrazione tra le diverse fonti di finanziamento, dei vincoli derivanti dalla
normativa europea e nazionale, delle procedure attuative concretamente percorribili e degli eventuali adeguamenti programmatori necessari.
In tale prospettiva, il tema non riguarda esclusivamente la disponibilità delle risorse, ma più in generale la
capacità del sistema istituzionale di utilizzare in maniera coordinata e complementare gli strumenti già esistenti
per trasformare il riconoscimento del problema in interventi concretamente realizzati.
Per tale ragione, la verifica delle potenzialità offerte dalla programmazione regionale appare oggi non soltanto
opportuna, ma funzionale alla costruzione di una strategia di attuazione più efficace, capace di ridurre i tempi
di risposta e di concorrere alla progressiva messa in sicurezza e riqualificazione del patrimonio edilizio interessato dal fenomeno bradisismico.
La cittadinanza prende atto del fatto che, nell’ambito delle attività già avviate dalle amministrazioni competenti, è stata effettuata una prima distinzione tra immobili privi di abusi edilizi e immobili interessati da situazioni di abusivismo. Tale impostazione ha certamente consentito una prima ricognizione del patrimonio edilizio interessato dagli effetti del fenomeno bradisismico. Tuttavia, alla luce delle finalità perseguite e della necessità di massimizzare l’efficacia degli interventi pubblici, appare opportuno interrogarsi sulla possibilità di
adottare un quadro classificatorio maggiormente articolato e aderente alla concreta realtà del territorio.
L’attuale distinzione tra immobili conformi e immobili interessati da abusi tende infatti ad accomunare situazioni profondamente diverse sotto il profilo urbanistico, edilizio e amministrativo.
All’interno della categoria degli immobili interessati da difformità possono infatti coesistere:
− situazioni caratterizzate da irregolarità minori e marginali;
− difformità parziali suscettibili di regolarizzazione;
− opere pienamente sanabili secondo la normativa vigente;
− situazioni caratterizzate da abusi sostanziali incompatibili con il quadro normativo;
− immobili integralmente abusivi o insanabili.
L’assimilazione di tali fattispecie all’interno di una medesima categoria rischia di determinare effetti non coerenti con le finalità pubbliche perseguite.
In particolare, essa può comportare l’esclusione da eventuali programmi di recupero e messa in sicurezza di
immobili che, pur presentando limitate criticità amministrative o urbanistiche, risultano sostanzialmente recuperabili e suscettibili di piena regolarizzazione.
La cittadinanza ritiene pertanto opportuno che il sistema classificatorio venga ulteriormente affinato mediante
una distinzione che consenta di individuare separatamente le diverse condizioni giuridiche degli immobili interessati.
A tal fine potrebbe essere valutata una classificazione articolata nelle seguenti categorie:
Classe A – Immobili conformi
Immobili assistiti da regolare titolo edilizio e pienamente conformi sotto il profilo urbanistico, edilizio e catastale.
Per tali immobili l’accesso agli eventuali programmi di finanziamento potrebbe avvenire secondo le modalità
ordinarie previste dalle misure di sostegno.
Classe B – Immobili caratterizzati da difformità minori o sanabili
Immobili interessati da difformità marginali, irregolarità formali, variazioni non sostanziali o altre situazioni
suscettibili di regolarizzazione secondo la normativa vigente.
Per tali immobili appare ragionevole prevedere meccanismi che consentano la preventiva regolarizzazione
della posizione amministrativa e urbanistico-edilizia quale condizione per l’accesso ai contributi.
Una simile impostazione consentirebbe di perseguire contestualmente due obiettivi di interesse pubblico:
• favorire la regolarizzazione del patrimonio edilizio esistente;
• ampliare la platea degli immobili concretamente recuperabili e finanziabili.
La cittadinanza ritiene che le situazioni riconducibili a tale categoria non debbano essere automaticamente
assimilate agli immobili caratterizzati da abusivismo sostanziale, in quanto presentano natura, gravità e prospettive di regolarizzazione profondamente differenti.
Classe C – Immobili caratterizzati da abusi sostanziali insanabili
Immobili interessati da difformità incompatibili con il quadro normativo vigente e non suscettibili di regolarizzazione.
Per tali situazioni non appare coerente prevedere misure finalizzate al finanziamento della riqualificazione
dell’opera abusiva.
Esse richiedono invece specifiche politiche pubbliche orientate alla riduzione del rischio, alla eventuale demolizione delle opere incompatibili con la normativa vigente, alla delocalizzazione delle situazioni maggiormente
critiche e alla successiva rigenerazione territoriale delle aree interessate.
Ad avviso della cittadinanza, tale percorso rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per trasformare il
riconoscimento delle criticità esistenti in un programma operativo orientato alla concreta realizzazione degli
interventi.
L’obiettivo finale non consiste infatti nella sola individuazione di nuove risorse, ma nella costruzione di una
strategia integrata capace di accelerare gli interventi, sostenere la permanenza delle comunità residenti, tutelare
il patrimonio edilizio esistente e rafforzare la resilienza complessiva del territorio dei Campi Flegrei.
Conclusioni
La cittadinanza dei Campi Flegrei è pienamente consapevole della complessità tecnica, giuridica, amministrativa, urbanistica e finanziaria che caratterizza gli interventi necessari per fronteggiare gli effetti del fenomeno
bradisismico che interessa il territorio flegreo.
Proprio per tale ragione, il presente documento si propone di offrire un contributo di riflessione finalizzato ad
individuare percorsi concretamente percorribili per accelerare la realizzazione degli interventi necessari alla
sicurezza delle comunità residenti e alla tutela del patrimonio edilizio esistente.
Nel corso degli ultimi anni lo Stato ha formalmente riconosciuto la rilevanza nazionale del fenomeno, ha individuato il perimetro territoriale interessato, ha definito strumenti di sostegno e ha riconosciuto l’interesse
pubblico sotteso agli interventi di recupero, consolidamento, miglioramento e riqualificazione del patrimonio
edilizio coinvolto.
Parallelamente, le amministrazioni regionali e locali hanno sviluppato attività di monitoraggio, analisi e gestione delle criticità connesse al fenomeno ed alla sua evoluzione.
Tuttavia, a distanza di oltre due anni dall’intensificarsi degli eventi bradisismici registrati nel corso del 2024,
permane una significativa distanza tra il riconoscimento istituzionale delle esigenze emerse e la concreta realizzazione di una quota rilevante degli interventi necessari sugli edifici interessati.
Le comunità residenti continuano infatti a convivere con situazioni di vulnerabilità, limitazione d’uso degli
immobili, incertezza sulle prospettive di recupero e conseguenze economiche e sociali che incidono direttamente sulla qualità della vita, sulla permanenza delle famiglie nei territori interessati e sulla tenuta complessiva
del tessuto urbano.
In tale contesto, la cittadinanza ritiene che il dibattito istituzionale debba evolvere da una fase prevalentemente
orientata al riconoscimento del problema e alla ricerca di ulteriori risorse statali verso una fase maggiormente
orientata all’attuazione concreta delle soluzioni e alla piena valorizzazione degli strumenti già disponibili all’interno dell’ordinamento.
In particolare, appare meritevole di approfondimento la verifica delle potenzialità offerte dagli strumenti di
programmazione e finanziamento riconducibili alla Regione Campania, tra cui il Programma Regionale Campania FESR 2021-2027, le risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, gli strumenti finanziari regionali e
gli ulteriori programmi coerenti con gli obiettivi di resilienza territoriale, sicurezza del patrimonio edilizio,
rigenerazione urbana e tutela dell’abitare.
Parimenti, la cittadinanza ritiene che la costruzione di un quadro conoscitivo maggiormente articolato del patrimonio edilizio interessato costituisca una condizione imprescindibile per la programmazione degli interventi
futuri.
In tale prospettiva, particolare attenzione merita la distinzione tra situazioni caratterizzate da abusi sostanziali
insanabili e situazioni interessate da difformità minori o regolarizzabili, che non appaiono assimilabili sotto il
profilo giuridico, urbanistico e amministrativo.
L’interesse pubblico alla riduzione della vulnerabilità del patrimonio edilizio e alla sicurezza delle comunità
residenti suggerisce infatti l’opportunità di valutare percorsi che consentano, ove consentito dall’ordinamento,
la preventiva regolarizzazione delle situazioni sanabili, evitando che irregolarità marginali possano determinare l’esclusione di immobili altrimenti recuperabili da programmi finalizzati alla sicurezza e alla resilienza
territoriale.
Alla luce delle considerazioni esposte, la cittadinanza ritiene che la promozione di una specifica istruttoria
istituzionale interistituzionale rappresenti oggi uno degli strumenti più idonei per verificare in modo organico,
trasparente e documentato le possibilità offerte dal quadro programmatorio e finanziario esistente, individuando eventuali percorsi di integrazione tra misure statali, programmazione regionale e fabbisogni concretamente espressi dai territori.
L’obiettivo non consiste nell’individuazione di competenze ulteriori rispetto a quelle già attribuite dall’ordinamento, bensì nella piena attivazione e valorizzazione delle competenze, delle risorse e degli strumenti già
disponibili, affinché il riconoscimento delle criticità esistenti possa tradursi, in tempi ragionevoli, nella concreta realizzazione degli interventi necessari.
La sfida dei Campi Flegrei non riguarda esclusivamente la gestione di un fenomeno naturale.
Essa riguarda la capacità delle istituzioni di costruire risposte coordinate, tempestive e proporzionate alla complessità del territorio, coniugando sicurezza, legalità urbanistica, tutela dell’abitare, coesione sociale, sviluppo
locale e resilienza territoriale.
Nella convinzione che la collaborazione tra istituzioni, comunità locali, mondo scientifico e soggetti portatori
di interesse rappresenti una risorsa essenziale per affrontare efficacemente una delle più rilevanti questioni
territoriali che interessano oggi il Paese, la cittadinanza auspica che le riflessioni qui formulate possano costituire un utile contributo all’avvio di una fase operativa orientata all’accelerazione degli interventi e alla costruzione di una strategia condivisa per il futuro dei Campi Flegrei.
Pozzuoli, 6 giugno 2026
La Cittadinanza

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