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Spiagge, l’accusa di Più Europa Pozzuoli “Abusi a cielo aperto e attività che continuano a escludere le persone”

È pesante la denuncia pubblica che Più Europa Pozzuoli lancia sul tema delle spiagge e del demanio. Al centro dell’attività di approfondimento del movimento politico sono finiti una serie di abusi perpetrati sul demanio e una gestione della costa tutt’altro che chiara. A finire sotto la lente d’ingrandimento è una richiesta di condono mai definita relativa a un concessionario che, a tutt’oggi, continua a operare in un’area interessata da un abuso edilizio, senza che il Comune abbia adottato alcun provvedimento. «Se c’è una richiesta di condono, il ragionamento è elementare: esiste un abuso accertato – si legge in una nota di Più Europa –. Per questo motivo abbiamo presentato sia una domanda di attualità, per capire come la Commissione per l’incameramento intenda procedere, sia un ordine del giorno, affinché tutto il Consiglio comunale si esprima e dia impulso agli uffici a istruire una pratica di condono che giace da anni. Una pratica che, a nostro avviso, non potrà nemmeno essere accolta, ma questo lo stabiliranno gli uffici competenti». La domanda di attualità e l’ordine del giorno arrivano per la seconda volta in Consiglio comunale. Nella precedente seduta, infatti, la maggioranza decise di abbandonare l’aula proprio quando si sarebbe dovuto discutere dell’argomento. «Abbiamo riproposto le due iniziative nel prossimo Consiglio comunale – dichiara il consigliere comunale Riccardo Volpe. La questione del demanio e del suo utilizzo viene, ancora una volta, messa sotto la sabbia. Ci sono due temi che vogliamo porre con urgenza. Il primo è capire come sia possibile che una struttura interessata da un abuso accertato continui a operare indisturbata. Il secondo riguarda la gestione del demanio. Ci arrivano infatti numerose segnalazioni di eventi a numero chiuso nello stesso tratto di costa, tra Arco Felice e Lucrino, dove, secondo un nostro approfondimento, mancherebbero perfino le autorizzazioni demaniali previste dall’art. 45-bis del Codice della navigazione per lo svolgimento delle attività. Ci presenteremo in Consiglio comunale chiedendo un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i consiglieri comunali. Su questo tema non faremo sconti a nessuno e siamo pronti ad andare avanti in tutte le sedi competenti».

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