
Carta Docente ai precari: il diritto non è ancora prescritto, Il Tribunale di Torre Annunziata riconosce 3.000 euro ad un docente per gli anni scolastici dal 2017 al 2023
A cura dell’Avvocato Lelio Mancino
Una nuova importante pronuncia conferma ciò che da anni sosteniamo nei tribunali italiani: i docenti precari hanno diritto alla Carta del Docente e, soprattutto, tale diritto non può considerarsi automaticamente prescritto per il solo decorso del tempo.
Con sentenza pubblicata il 3 giugno 2026, il Tribunale di Torre Annunziata ha riconosciuto ad un docente il diritto ad ottenere la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione, condannando il Ministero dell’Istruzione ad accreditare la somma complessiva di 3.000 euro per gli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e
2022/2023, oltre interessi e rivalutazione.
Una vittoria che riguarda migliaia di insegnanti
La decisione si inserisce nel solco della giurisprudenza nazionale ed europea che ha progressivamente eliminato la disparità di trattamento tra docenti di ruolo e docenti precari.
Per anni il bonus annuale destinato alla formazione professionale è stato riservato esclusivamente agli insegnanti di ruolo, escludendo coloro che, pur svolgendo le stesse funzioni, operavano con contratti a tempo determinato.
I giudici hanno ormai chiarito che questa differenza di trattamento non trova alcuna giustificazione oggettiva e si pone in contrasto con i principi di non discriminazione previsti dal diritto europeo.
Il diritto non è ancora prescritto
Uno degli aspetti più rilevanti della sentenza riguarda proprio la questione della prescrizione.
Molti docenti ritengono erroneamente di aver perso ogni possibilità di agire perché gli anni scolastici interessati sono ormai lontani nel tempo. In realtà, la situazione è molto più complessa e favorevole ai lavoratori di quanto spesso si creda.
Le più recenti pronunce della giurisprudenza hanno evidenziato che il diritto alla Carta Docente per il personale precario è emerso progressivamente grazie agli interventi dei tribunali nazionali e della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Per questo motivo, in numerosi casi, le eccezioni di prescrizione sollevate dall’Amministrazione non sono state accolte.
La sentenza di Torre Annunziata rappresenta l’ennesima conferma concreta: il docente ha ottenuto il riconoscimento delle annualità comprese tra il 2017 e il 2023, con un importo complessivo di 3.000 euro.
Chi può ancora agire
Possono valutare un ricorso:
docenti con supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche;
insegnanti che hanno prestato servizio negli anni precedenti senza ricevere la Carta Docente;
personale scolastico che non ha mai promosso azioni giudiziarie per il recupero delle somme spettanti.
Ogni posizione deve essere esaminata singolarmente, ma la giurisprudenza più recente dimostra che non bisogna rinunciare ai propri diritti sulla base dell’errata convinzione che tutto sia ormai prescritto.
Un principio di giustizia
La formazione continua rappresenta un elemento essenziale della professione docente. Non vi è ragione per cui un insegnante precario, chiamato quotidianamente a svolgere le stesse attività di un collega di ruolo, debba essere privato degli strumenti necessari per il proprio aggiornamento professionale.
Questa sentenza conferma un principio fondamentale: a parità di lavoro devono corrispondere pari diritti.
Per migliaia di docenti italiani si tratta di una decisione che apre ancora una volta la strada al riconoscimento di somme che, troppo spesso, sono state negate per anni.



