
Campi Flegrei, prevenzione e trasporti: Z еabbatta tra il confronto sul rischio vulcanico e lo scontro con RFI
La gestione del rischio vulcanico e il diritto alla mobilità: due fronti che toccano da vicino la vita dei cittadini dei Campi Flegrei. Con due distinti interventi, Fiorella Zabbatta richiama l’attenzione sulla preparazione del territorio alle emergenze e sui disagi provocati dalla persistente chiusura della Linea 2 tra Campi Flegrei e Pozzuoli.
Sul versante della prevenzione, la Sala Operativa Regionale Unificata della Protezione Civile campana ha ospitato un gruppo di studio del Dipartimento di Geografia e Geologia della Kingston University di Londra. Al centro dell’incontro, il modello adottato in Campania per affrontare il rischio vulcanico in aree densamente urbanizzate come quelle del Vesuvio e dei Campi Flegrei.
Un confronto tra mondo accademico e strutture operative che Zabbatta indica come un’occasione per condividere conoscenze ed esperienze, rafforzare la cultura della prevenzione e migliorare la preparazione. In territori così complessi, il dialogo tra ricerca e protezione civile assume un valore concreto per comprendere il rischio e sostenere la capacità di risposta.
Decisamente più duro il tono sulla questione ferroviaria. Zabbatta definisce «irricevibile» la risposta di RFI sulla tratta ancora interrotta: dopo mesi di incontri e interlocuzioni, denuncia, continuano a emergere nuovi ostacoli senza che vengano presentati soluzioni concrete e un cronoprogramma per la riapertura.
A pagare il prezzo dell’incertezza sono migliaia di persone. Studenti, lavoratori e cittadini che devono raggiungere strutture sanitarie continuano a confrontarsi con un collegamento essenziale indisponibile e con le difficoltà quotidiane che ne derivano.
Pur precisando che la Regione non ha competenza diretta sulla tratta, Zabbatta annuncia la volontà di portare la vertenza fino a Roma, coinvolgendo il Ministero e, se necessario, la Presidenza del Consiglio. L’obiettivo è ottenere risposte certe, impegni verificabili e tempi definiti.
«I cittadini non possono più aspettare», ribadisce. Una richiesta che mette al centro la necessità di restituire al territorio un servizio fondamentale e di trasformare le interlocuzioni istituzionali in risultati tangibili.




