
Agricoltori e autotrasportatori in piazza a Roma. Borrelli (AVS): “Basta criminalizzare chi protesta. Governo rapidissimo con la repressione, molto meno contro speculazioni e caro vita”
Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli è intervenuto questa mattina al presidio di agricoltori e autotrasportatori arrivati da diverse regioni del Mezzogiorno – in particolar modo Campania, Puglia, Calabria, Sicilia – davanti a Montecitorio per chiedere interventi contro il caro carburanti, l’aumento dei costi e una distribuzione dei prezzi che penalizza produttori, lavoratori e consumatori. “Non arrendetevi. I cambiamenti spesso partono da pochi precursori e poi crescono. Quello che abbiamo visto in queste settimane è stato un movimento spontaneo, composto in larga parte da lavoratori che hanno protestato pacificamente perché non riescono più a sostenere costi diventati insopportabili. Non accetto che si tenti di criminalizzare un’intera mobilitazione evocando mafia e camorra. Se ci sono infiltrazioni o pressioni criminali vanno individuate e colpite senza pietà, ma bisogna distinguere chi minaccia da chi protesta onestamente”, ha dichiarato Borrelli. “Il Governo è stato velocissimo a evocare precettazioni, denunce e norme repressive contro autotrasportatori e agricoltori. Vorremmo vedere la stessa severità contro chi specula sui carburanti e sui beni di prima necessità. Chi produce vende spesso per pochi centesimi e il consumatore ritrova gli stessi prodotti sugli scaffali a prezzi moltiplicati. È su questa forbice che bisogna intervenire, invece di limitarsi a reprimere il disagio sociale”.
Borrelli ha poi replicato alle parole del ministro Nello Musumeci sulle possibili infiltrazioni criminali nelle proteste: “Dire ‘non siamo a Bolzano’ parlando del Sud è un modo sprezzante di affrontare un problema enorme. Se il Mezzogiorno vive ancora condizioni più difficili, la responsabilità è anche di una politica che per decenni lo ha tradito e lasciato indietro. I cittadini meridionali non meritano lezioni, meritano servizi, lavoro e rispetto”. “La protesta deve continuare a essere pacifica, ma deve continuare finché non arriveranno risposte vere. Non è un periodo di sacrifici per tutti: banche, assicurazioni e grandi gruppi continuano a registrare profitti enormi mentre milioni di famiglie e lavoratori fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Una società così è profondamente iniqua. Se le risorse non bastano, si abbia il coraggio di rivedere le priorità di spesa, compresi gli investimenti militari, e di rimettere al centro il diritto delle persone a lavorare, mangiare e muoversi”, conclude Borrelli.



