
Pozzuoli, otto arresti dopo gli scontri: Mario resta grave ma stabile. Il fratello del 19enne: «Prego perché si svegli»
POZZUOLI – Restano gravi ma stabili le condizioni di Mario Spedaliere, il trentaquattrenne tifoso del Portici ferito alla testa durante gli scontri scoppiati domenica 25 ottobre dopo la partita contro la Puteolana. Mentre proseguono le indagini, che hanno portato all’arresto di otto persone, dalla famiglia del diciannovenne che ha ammesso di averlo colpito arriva un messaggio di vicinanza e di scuse.
L’aggiornamento sanitario riferisce l’assenza di peggioramenti: parametri ed esami risultano regolari e continua il trattamento di neuroprotezione con analgosedazione. Al momento non sono necessari ulteriori interventi chirurgici. Il quadro clinico resta tuttavia delicato e la prognosi è ancora strettamente riservata. La stabilità delle condizioni non significa che il pericolo sia superato.
Mario è ricoverato all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli. Attorno a lui si stringono i familiari, gli amici e un’intera comunità, in attesa di segnali di ripresa.
A parlare è anche Alessandro Alfano, fratello di Emanuele, il diciannovenne coinvolto nell’inchiesta che ha confessato di aver colpito Spedaliere. «Chiedo scusa a Mario e prego per lui affinché si svegli», ha dichiarato, esprimendo vicinanza alla famiglia del ferito e sostenendo che il fratello dovrà rispondere delle proprie responsabilità.
La violenza è esplosa dopo l’incontro del campionato di Eccellenza disputato allo stadio Domenico Conte. Secondo la ricostruzione investigativa, alle prime tensioni nei pressi dell’impianto sono seguiti altri scontri lungo via Montenuovo Licola Patria, sul percorso utilizzato dai sostenitori ospiti per lasciare Pozzuoli. In quella fase il trentaquattrenne sarebbe stato raggiunto alla testa da un colpo di bastone, riportando gravissime lesioni.
Le indagini condotte da polizia e carabinieri, coordinate dalla Procura di Napoli e dalla Procura per i minorenni, hanno portato all’arresto in flagranza differita di cinque maggiorenni e tre minorenni. A tutti viene contestata la rissa aggravata; il diciannovenne deve rispondere anche di lesioni gravissime.
Per individuare i presunti partecipanti sono state determinanti le testimonianze e le immagini degli impianti di videosorveglianza. Il giovane ha inoltre indicato agli investigatori il luogo in cui aveva nascosto il bastone, successivamente recuperato e sequestrato. Tra gli arrestati figura anche un trentottenne di Portici, amico della vittima, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti nell’ambito della ricostruzione della rissa.
Per Emanuele Alfano sono stati disposti gli arresti domiciliari per condizioni di salute ritenute incompatibili con la permanenza in carcere. Gli accertamenti proseguono per chiarire la successione degli episodi e definire le responsabilità individuali.
Il padre di Mario ha chiesto giustizia. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha espresso vicinanza alla famiglia, mentre il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha condannato gli episodi di violenza. Resta ora soprattutto l’attesa per le condizioni del trentaquattrenne, ancora affidato alle cure dei sanitari.



