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Pozzuoli, otto arresti per l’aggressione a Mario Spedaliere. Europa Verde: “Forza Mario, giustizia senza sconti. Chiarezza sul 19enne reo confesso che non sarebbe finito in carcere”

Pozzuoli, otto arresti per l’aggressione a Mario Spedaliere. Europa Verde: “Forza Mario, giustizia senza sconti. Chiarezza sul 19enne reo confesso che non sarebbe finito in carcere”

Restano gravissime, sebbene stabili, le condizioni di Mario Spedaliere, il 34enne tifoso del Portici colpito violentemente alla testa dopo la partita con la Puteolana. Polizia e Carabinieri hanno arrestato otto persone, cinque maggiorenni e tre minorenni, nell’ambito delle indagini sull’aggressione. “Le nostre preghiere e le nostre speranze sono tutte per Mario e per la sua famiglia. Plaudiamo al lavoro rapidissimo delle forze dell’ordine e della magistratura. Chi va a una partita armato di mazze e riduce un uomo in fin di vita non è un tifoso, è un criminale. Se le responsabilità saranno confermate, chiediamo pene severissime, fino al massimo previsto dalla legge. Non può esserci alcuna indulgenza davanti a una violenza di questa ferocia”, dichiarano Francesco Emilio Borrelli e Carlo Ceparano, rispettivamente deputato alla Camera e consigliere regionale di Alleanza Verdi-Sinistra.

“C’è però un punto – proseguono Borrelli e Ceparano – sul quale pretendiamo chiarezza. Secondo quanto riportato dalla stampa, proprio il 19enne che avrebbe confessato di aver sferrato il colpo alla testa non sarebbe finito in carcere perché ritenuto incompatibile con il regime carcerario. È una coincidenza oppure qualcuno all’interno del gruppo potrebbe aver puntato proprio su di lui affinché si assumesse la responsabilità del colpo più grave, sapendo che non sarebbe stato destinato al carcere? È un dubbio che va fugato immediatamente dagli inquirenti. Parliamo, peraltro, di un giovane che risulta essere stretto parente di un collaboratore di giustizia. Davanti a una vicenda di questa gravità pretendiamo massima trasparenza e che venga ricostruito fino in fondo chi abbia fatto cosa e con quali responsabilità”.

“Mario ha due figli e un terzo in arrivo e svolgeva due lavori per mantenere la famiglia e riuscire a sbarcare il lunario. Mentre lui combatte tra la vita e la morte, i suoi cari non possono essere lasciati soli anche sul piano economico. Ci attiveremo perché intorno a loro nasca una rete concreta di solidarietà, coinvolgendo istituzioni, mondo dello sport e cittadini per una raccolta fondi. Adesso Mario deve vincere la partita più importante”, conclude Borrelli.

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