
Iris D’Orio, Graziella 2026
A Marina Grande tradizione, storia e identità hanno celebrato la figura femminile procidana
PROCIDA – È Iris D’Orio la vincitrice dell’edizione 2026 di Graziella, la tradizionale manifestazione dedicata alla storia, alla cultura e all’identità dell’isola di Procida.
La cerimonia di incoronazione si è svolta ieri nella suggestiva cornice di Marina Grande, con la conduzione di
Jolanda De Rienzo. Tra luci, colori e atmosfere mediterranee, dieci candidate hanno sfilato indossando gli abiti tradizionali della donna procidana, custoditi e tramandati nel tempo dalle famiglie dell’isola.
Iris D’Orio, 17 anni, studentessa al liceo scientifico biomedico “Giambattista Vico” di Napoli e all’Accademia di arti teatrali del teatro Totò , ha conquistato il riconoscimento grazie alla sua eleganza naturale, al portamento e alla capacità di interpretare pienamente il valore storico e simbolico dell’abito. La sua proclamazione è stata accolta da un lungo applauso del pubblico presente.
Protagonisti della serata sono stati gli abiti della tradizione procidana, impreziositi da sete, broccati, ricami e ornamenti dorati. Ogni capo ha raccontato una storia familiare e collettiva, testimoniando gli antichi rapporti dell’isola con le culture del mediterraneo e il ruolo centrale ricoperto dalla donna nella vita domestica e sociale della comunità.
Indossare l’abito della procidana non rappresenta, infatti, un semplice esercizio estetico, ma significa assumere e valorizzare un’eredità culturale fatta di dignità, fierezza, responsabilità e appartenenza. Le dieci candidate hanno portato sul palco non soltanto la propria bellezza, ma anche la memoria delle famiglie e delle generazioni che hanno contribuito a custodire questa tradizione.
La manifestazione trae ispirazione dal celebre romanzo Graziella di Alphonse de Lamartine, opera nata dal legame dello scrittore francese con Procida e dal suo incontro con una giovane isolana. La figura letteraria di Graziella continua ancora oggi a rappresentare la semplicità, la grazia e l’identità profonda delle donne procidane.
L’edizione 2026 si è confermata non soltanto come una rievocazione della tradizione, ma come un autentico atto di valorizzazione culturale e identitaria. Attraverso gli abiti, i racconti e la partecipazione della comunità, Procida ha rinnovato il proprio legame con il passato, affidandone la memoria alle nuove generazioni.



