
Dimenticate i monoliti neri di Kubrick. Il 6 aprile 2026, la storia dell’esplorazione spaziale ha aggiunto un nuovo, cremoso capitolo: un barattolo di Nutella fluttuante in diretta NASA. Mentre la missione Artemis II effettuava il suo storico flyby lunare, gli spettatori di tutto il mondo hanno assistito a un cameo decisamente inaspettato tra i membri dell’equipaggio della capsula Orion.
Social in tilt, teorie del complotto e un dubbio amletico: si può spalmare la felicità a gravità zero? Ecco tutto quello che è successo durante il viaggio più goloso del secolo.
Marketing Spaziale o Fame Astrale? Il Web si Scatena
Non appena l’etichetta più famosa di Alba è apparsa nell’inquadratura, il web è esploso. C’è chi ha gridato alla pubblicità occulta di altissimo livello e chi, con un pizzico di cinismo, ha ipotizzato l’ennesimo video generato dall’Intelligenza Artificiale (d’altronde, c’è ancora chi crede che l’Apollo 11 sia stato girato a Hollywood).
Tuttavia, il commento che riassume il sentimento generale arriva da Reddit, dove l’utente TheW1nd94 ha scritto:
“Non posso credere di aver appena visto un barattolo di Nutella libero in una navicella che orbita attorno alla Luna. È un momento fantastico per essere vivi!”
La Risposta del Brand e di NASA
Mentre le azioni Ferrero schizzavano simbolicamente “alle stelle”, il brand non ha perso l’occasione per un post epico su Instagram: «Nutella is out of this world» (Nutella è fuori dal mondo).
Dall’altra parte, la NASA ha dovuto indossare i panni del vigile urbano spaziale. Bethany Stevens, responsabile dell’ufficio stampa, ha chiarito:
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“La NASA non fa partnership commerciali per i pasti. Non era product placement.” Insomma, nessuna strategia occulta: solo un astronauta con molta voglia di colazione.
Il “Comfort Food” a 400.000 km da casa
Ma come ci è finita la Nutella su Artemis II? Semplice: anche gli eroi hanno bisogno di un abbraccio zuccherino. Sebbene la dieta degli astronauti sia un capolavoro di ingegneria alimentare (cibi liofilizzati, disidratati e calibrati al milligrammo), ogni membro dell’equipaggio ha diritto a una piccola quota di comfort food personale, previa approvazione tecnica, quindi non si può considerare una strategia di marketing di Nutella.
Cosa si mangia a bordo di Orion?
Oltre alla crema spalmabile più famosa del pianeta, la dispensa della missione Artemis II è piuttosto varia. Con 189 prodotti a bordo, il menu prevede:
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Bevande: Tè, caffè, smoothie e persino sidro.
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Piatti forti: Tortilla (fondamentali perché non fanno briciole!), couscous, insalate e l’immancabile mac&cheese.
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Specialità canadesi: In onore dello specialista di missione Jeremy Hansen.
Il requisito fondamentale? Niente briciole. In microgravità, una briciola di pane vagante può finire in un occhio o, peggio, mandare in corto circuito un computer di bordo. La consistenza della Nutella, da questo punto di vista, è tecnicamente perfetta!
Artemis II: Un Record che va oltre la Merenda
Nonostante il “Nutella-gate”, non dobbiamo dimenticare la portata storica di questa missione. Il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e gli specialisti Christina Koch e Jeremy Hansen stanno portando l’umanità dove non arrivava dal 1972 (missione Apollo 17).
I numeri del successo:
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Distanza: Oltre 400.000 km dalla Terra (record assoluto per una capsula abitata).
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Obiettivo: Flyby lunare senza ingresso in orbita per testare i sistemi di supporto vitale della capsula Orion.
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Il futuro: Questa missione è il trampolino di lancio per il prossimo allunaggio umano.
In conclusione
Che sia stato un errore di inquadratura o un momento di orgoglio nazionale italiano, vedere un pezzo del nostro quotidiano fluttuare accanto alla Luna ci ricorda che, non importa quanto lontano andremo, porteremo sempre con noi un po’ di casa.
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