
La sospensione della Linea 2 tra Pozzuoli e Napoli è una notizia che non può lasciarci indifferenti. Non si tratta solo di un disagio temporaneo, ma dell’ennesimo segnale di quanto il nostro territorio venga considerato marginale nelle scelte strategiche sulla mobilità.
Parliamo di una tratta fondamentale, utilizzata ogni giorno da lavoratori, studenti e cittadini che si spostano tra Pozzuoli e Napoli. Interromperla, senza garantire alternative adeguate, significa aumentare le difficoltà in un’area che già oggi vive una situazione critica sul piano dei trasporti.
Chi vive nei Campi Flegrei sa bene cosa significa: corse ridotte, ritardi continui, mezzi spesso insufficienti. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: più traffico, più caos, più pressione sui parcheggi, una qualità della vita che peggiora. Eppure, basterebbe investire davvero nel trasporto pubblico per ottenere l’effetto opposto: meno auto in strada, una viabilità più fluida, una città più vivibile e anche più sostenibile dal punto di vista ambientale.
C’è poi un altro aspetto che non possiamo ignorare: il turismo. Pozzuoli negli ultimi anni ha visto crescere la propria attrattività, soprattutto nel fine settimana. Molti visitatori arrivano da Napoli, spesso proprio grazie alla facilità di collegamento ferroviario. Indebolire questa connessione significa colpire direttamente il nostro tessuto economico, le attività commerciali, la ristorazione, tutto ciò che rende viva la nostra città.
E mentre si inaugurano stazioni nuove e si parla di grandi eventi internazionali, la realtà quotidiana dei cittadini resta fatta di attese, disservizi e collegamenti insufficienti. La verità è semplice: le infrastrutture, da sole, non bastano. Servono più treni, più corse, un sistema integrato e realmente efficiente.
Come consigliere comunale, continuerò a chiedere con forza una visione diversa: collegamenti certi, frequenti e accessibili, attenzione ai pendolari, connessioni dirette con i poli produttivi e industriali, e una strategia seria per i Campi Flegrei.
Perché il diritto alla mobilità non è un favore. È una condizione essenziale per vivere, lavorare e costruire il futuro del nostro territorio.



