
Scarichi non conformi dall’area Asi di Giugliano, Mercurio denuncia: “Inquinamento ormai cronico, servono interventi immediati”
GIUGLIANO IN CAMPANIA – Nuovo allarme ambientale sull’area Asi di Giugliano, da tempo al centro di segnalazioni e denunce legate all’inquinamento del territorio. A rilanciare la questione è l’attivista Umberto Mercurio, che denuncia l’arrivo al depuratore di Cuma di scarichi non conformi provenienti dalla zona industriale, con possibili conseguenze non solo sull’impianto di depurazione ma anche sull’intero ecosistema dell’area flegrea e del litorale domizio.
L’ultimo episodio segnalato risale al 24 giugno, quando al depuratore sarebbe giunto un nuovo carico caratterizzato dalla presenza di sostanze inquinanti. Secondo Mercurio, si tratta di una problematica che va ben oltre il funzionamento dell’impianto di Cuma. Gli scarichi, infatti, finirebbero nell’alveo dei Camaldoli per poi raggiungere il mare nell’area di Licola e Pozzuoli, contribuendo ad aggravare una situazione ambientale già particolarmente delicata.
Per questo motivo l’attivista ha inviato una Pec all’assessora regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro, chiedendo un intervento urgente e risposte concrete su quella che definisce una criticità ormai strutturale. «Le anomalie registrate sono diventate croniche. Servono risposte immediate e soprattutto soluzioni non più procrastinabili. Il tempo trascorso a subire questo inquinamento è ormai troppo lungo e non possiamo più permetterci ulteriori ritardi», sostiene Mercurio.
Secondo l’attivista, l’area interessata presenta livelli di criticità ambientale tali da richiedere una pianificazione seria e interventi strutturali che inevitabilmente richiederanno tempi lunghi. Proprio per questo, aggiunge, è necessario iniziare subito a programmare e realizzare le opere necessarie per mettere fine a una situazione che da anni preoccupa cittadini e comitati ambientalisti.
Nel mirino finiscono anche i numerosi tavoli istituzionali convocati negli ultimi anni che, secondo Mercurio, non avrebbero prodotto risultati concreti. «Questa zona è altamente inquinata e il tempo perso in incontri e tavoli di concertazione senza esiti contribuisce soltanto a peggiorare la situazione», afferma.
L’attivista annuncia inoltre la presentazione di un nuovo esposto-denuncia che riguarderà non solo l’area Asi ma anche il collettore fognario danneggiato in via Madonna del Pantano e altri presunti scarichi abusivi presenti sul territorio. Una nuova iniziativa che punta a mantenere alta l’attenzione delle istituzioni su una vicenda che continua a suscitare forte preoccupazione tra residenti e associazioni ambientaliste.
La questione riporta ancora una volta al centro del dibattito pubblico il tema della tutela ambientale nell’area nord di Napoli e nei Campi Flegrei, territori che da anni convivono con emergenze legate agli scarichi, alla depurazione delle acque e alla salvaguardia del mare. Una sfida che, secondo cittadini e attivisti, non può più essere rinviata.



