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Napoli, polemica alla scuola Cuoco-Schipa: fanfara dei Carabinieri e Inno di Mameli, preside nel mirino della politica di estrema sinistra.

Napoli, polemica alla scuola Cuoco-Schipa: fanfara dei Carabinieri e Inno di Mameli, preside nel mirino della politica di estrema sinistra.

Attacco social di Potere al Popolo di una sigla sindacale contro la dirigente Mariaroberta Gregorini e i suoi docenti. Sui social molti cittadini difendono l’iniziativa: «Educazione alla legalità, non propaganda». Una mattinata di musica e educazione civica si trasforma in un caso politico a Napoli. Al centro della polemica c’è la dirigente scolastica Mariaroberta Gregorini dell’Istituto Comprensivo Cuoco-Schipa, finita nel mirino di un attacco social dopo aver organizzato una giornata dedicata all’Inno di Mameli con la partecipazione della fanfara dei Carabinieri.
L’iniziativa, svoltasi il 9 marzo, ha coinvolto alunni delle classi della primaria. Durante la mattinata sono stati eseguiti l’inno nazionale e brani della tradizione musicale napoletana, alla presenza di alcune autorità locali, tra cui rappresentanti dell’amministrazione comunale e della Municipalità.
La polemica è esplosa dopo un post pubblicato da Potere al Popolo – Napoli, che ha definito l’evento una iniziativa «di stampo militarista e nostalgico». Nel messaggio si legge che «sotto il cappello della legalità si esibisce la fanfara dei Carabinieri», criticando anche la presenza delle istituzioni e una foto di gruppo degli studenti con cartoncini tricolori e scritte come “Patria” e “Onore”.
Alla critica si è aggiunta anche una presa di posizione di USB Scuola, che ha condannato l’organizzazione dell’evento sostenendo che esistano «altri modi per educare alla legalità e alla cittadinanza» e chiedendo alla dirigente scolastica delle scuse pubbliche alla comunità scolastica.
Secondo quanto emerge dai documenti didattici del primo ciclo di istruzione, lo studio della nascita dello Stato italiano, del Risorgimento e dell’Inno nazionale di Mameli rientra tra gli argomenti previsti nei programmi scolastici. All’interno dell’educazione civica è inoltre previsto l’insegnamento del rispetto delle istituzioni e dei simboli della Repubblica.
Per questo motivo diversi osservatori sottolineano come l’iniziativa rientri nelle attività di formazione civica che le scuole sono chiamate a promuovere.
Sotto il post che ha scatenato la polemica si sono accumulati centinaia di commenti. In molti hanno espresso sostegno alla scuola e alla dirigente.
«ottima iniziativa», scrive un utente. Un altro commenta: «I carabinieri in uno Stato democratico non sono nemici ma persone che aiutano i cittadini onesti». Altri sottolineano come il senso di appartenenza allo Stato debba essere insegnato anche ai più giovani.
Molti interventi evidenziano inoltre come l’Inno di Mameli e i simboli nazionali non dovrebbero diventare terreno di scontro politico.
Intanto la dirigente scolastica, finita al centro delle polemiche, continua a ricevere numerosi messaggi di solidarietà da parte di cittadini e genitori.

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