
Portici. Accendere i riflettori sul mare, sul territorio e sulla sostenibilità è certamente un merito. Eventi come Mare in Fest contribuiscono a promuovere l’immagine di Portici, a richiamare visitatori e a valorizzare uno spazio straordinario come il lungomare cittadino. Tuttavia, proprio perché la manifestazione si presenta come un contenitore dedicato all’ambiente, al benessere e alla qualità della vita, occorre interrogarsi su quanto tali principi riescano realmente a tradursi in una visione complessiva dell’evento. È questa la riflessione che il Circolo Filippo Corridoni di Portici – Circolo dell’Ambiente e della Cultura Rurale intende affidare al dibattito pubblico. La sostenibilità, infatti, non può limitarsi ai temi affrontati sul palco o ai messaggi riportati nei materiali promozionali. Deve riguardare anche l’impatto che una manifestazione di undici giorni produce sul territorio che la ospita. Migliaia di persone che raggiungono il lungomare significano inevitabilmente traffico, congestione urbana, difficoltà di circolazione e un incremento delle emissioni legate agli spostamenti. “Un aspetto che merita attenzione, soprattutto quando l’ambiente diventa uno dei pilastri della comunicazione dell’evento”, ha dichiarato la Responsabile Noemi Pintus. La vera sfida non è organizzare una manifestazione che parli di sostenibilità, ma una manifestazione che sia sostenibile. Per questo sarebbe opportuno accompagnare iniziative di tale portata con strategie sempre più efficaci dedicate alla mobilità, all’utilizzo del trasporto pubblico e alla riduzione dell’impatto generato dall’afflusso dei visitatori. Vi è poi un altro tema che merita una riflessione. Mare in Fest punta molto sull’enogastronomia e sulla presenza di realtà affermate del settore. Una scelta comprensibile, perché la notorietà di alcuni operatori rappresenta un richiamo importante. Tuttavia, manifestazioni di questo tipo potrebbero rappresentare anche un’occasione per offrire maggiore visibilità ai giovani che stanno intraprendendo percorsi formativi e professionali nel mondo della ristorazione, dell’accoglienza e dell’agroalimentare. Il Circolo Filippo Corridoni di Portici – Circolo dell’Ambiente e della Cultura Rurale ritiene che, accanto ai nomi già conosciuti, sarebbe interessante coinvolgere studenti, aspiranti professionisti, startup e realtà emergenti del comparto, tra cui gli studenti degli Istituti Alberghieri di Ercolano e San Giovanni a Teduccio, trasformando l’evento non soltanto in una vetrina per chi ha già raggiunto notorietà, ma anche in uno spazio dedicato alla crescita delle nuove generazioni. Lo stesso ragionamento vale per il concetto di territorialità. Se l’obiettivo è promuovere un territorio, allora il territorio stesso dovrebbe essere il protagonista principale. Le eccellenze provenienti da altre aree della Campania costituiscono senza dubbio un valore aggiunto, ma iniziative di questo tipo potrebbero rappresentare soprattutto l’occasione per raccontare con maggiore forza le produzioni, le tradizioni e le peculiarità dell’area vesuviana, creando un legame ancora più stretto tra evento e identità locale. Un’opportunità analoga riguarda il mondo dello sport. Manifestazioni che dedicano spazio al benessere e alla salute potrebbero diventare anche un luogo di scoperta, non soltanto attraverso discipline già note e consolidate, ma anche tramite attività meno conosciute, associazioni emergenti e nuove proposte capaci di coinvolgere giovani e famiglie, con una funzione non solo promozionale ma anche educativa e sociale. Lo stesso principio potrebbe essere esteso agli ambiti dello spettacolo e della prevenzione sanitaria. “Se l’obiettivo è costruire partecipazione e generare opportunità” ha concluso Pintus “allora vale la pena aprire ulteriormente le porte a giovani artisti, laureati, specializzandi e professionisti che cercano occasioni per mettere in mostra competenze e talento. In fondo, la questione è semplice: il futuro non si costruisce soltanto celebrando le eccellenze già esistenti, ma creando spazio per quelle che devono ancora emergere. Per questo il Circolo Filippo Corridoni ritiene che il concetto di “green” debba essere interpretato nella sua accezione più ampia: tutela dell’ambiente certamente, ma anche valorizzazione delle nuove generazioni, promozione delle energie migliori del territorio e sostegno a chi rappresenta il domani della città. Solo così una manifestazione può trasformarsi da semplice evento in un autentico investimento sul futuro della comunità”.



