
|
Giustizia, Ferro (Interno): “Oltre 18.000 beni confiscati restituiti alla collettività”
Verini (Pd): Amministratori giudiziari al centro del sistema di prevenzione
Frassinetti (Mim): Didattica personalizzata per contrastare fragilità e disagio sociale
A Roma il congresso nazionale del Sinageco “Presidio di legalità nell’interesse della collettività”
«Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti: nell’ultimo triennio abbiamo destinato oltre 18.000 beni confiscati alla criminalità, trasformandoli in presìdi di legalità, sicurezza e anche di welfare per i territori. Abbiamo sottoscritto protocolli con numerose Regioni, alcune delle quali hanno investito risorse significative: penso, ad esempio, alla Calabria con 44 milioni di euro, ma anche alla Sicilia e alla Campania. Determinante è stato il lavoro di squadra che ha coinvolto associazioni di categoria, mondo imprenditoriale e ABI, soprattutto per affrontare il tema dei crediti che spesso vengono revocati al momento del sequestro. È attraverso questa collaborazione strutturata che i beni confiscati possono diventare davvero strumenti di sviluppo e riscatto». Lo ha detto Wanda Ferro, sottosegretario al ministero dell’Interno nel corso del congresso ‘Presidio di legalità nell’interesse della collettività. L’Amministratore giudiziario guarda al futuro senza dimenticare il passato: snodo strategico o criticità del sistema dei sequestri?’, promosso dal sindacato nazionale Amministratori Giudiziari e Coadiutori (Sinageco), presieduto da Giovanni Mottura, svoltosi al centro congressi “Roma Eventi Fontana di Trevi”.
«Vogliamo continuare a migliorare e lo faremo anche grazie al contributo di una figura straordinaria come quella degli amministratori giudiziari. Metteremo in campo – ha aggiunto – tutte le misure necessarie per rendere più rapide ed efficaci le procedure, perché la vera lotta alla criminalità organizzata passa dalla capacità di colpire al cuore gli interessi di chi tenta di sottrarre ai cittadini onesti ciò che hanno costruito con il proprio lavoro».
Sul ruolo centrale degli amministratori giudiziari è intervenuto anche Walter Verini (commissione parlamentare antimafia) ha sottolineato che “il ruolo degli amministratori giudiziari è centrale e la presenza di un’organizzazione sindacale che li rappresenti è un elemento importante. Sarebbe opportuno istituire forme di consultazione permanente con realtà come questa, in grado di offrire contributi qualificati nel merito, sempre nell’ottica di consolidare gli strumenti di prevenzione, non di ridurli. Occorre anche contrastare ogni tendenza a marginalizzare le politiche preventive. Quando si dispone una confisca – ha aggiunto Verini -, bisogna guardare non solo al momento del sequestro, ma anche alla fase successiva: è necessario mettere gli assegnatari nelle condizioni di operare, fornendo strumenti e risorse adeguate affinché il bene possa funzionare e produrre valore. Il vero fallimento dello Stato si verifica quando un bene sottratto alle mafie, una volta assegnato, non riesce a restare sul mercato”.
Secondo Paola Frassinetti, sottosegretario al ministero dell’istruzione e del merito, “la funzione degli amministratori giudiziari è determinante e i beni confiscati alla criminalità rappresentano presìdi fondamentali a tutela della collettività”.
Chi opera nel mondo della scuola deve affrontare con decisione anche il tema della cultura mafiosa. Le lezioni di educazione alla legalità registrano una partecipazione attenta e consapevole: i ragazzi dimostrano interesse e desiderio di comprendere.
Nell’ambito dell’educazione civica – ha evidenziato Frassinetti – abbiamo sottoscritto protocolli d’intesa con le forze dell’ordine, perché i recenti fatti di cronaca, che vedono coinvolti giovanissimi in episodi di violenza, evidenziano una preoccupante disgregazione sociale e impongono una riflessione profonda sull’intero sistema educativo.
Si tratta di un fenomeno complesso che richiede un approccio multidisciplinare, capace di integrare prevenzione, supporto psicologico, percorsi di rieducazione e strumenti per intercettare tempestivamente le situazioni di disagio. Crediamo che una didattica personalizzata possa rappresentare un aiuto concreto per gli studenti più fragili, offrendo loro opportunità reali di crescita e inclusione”.
Sul ruolo dell’Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata è intervenuto il direttore, prefetto Maria Rosaria Laganà: “L’obiettivo che stiamo perseguendo è costruire una nuova consapevolezza e rafforzare un rapporto di collaborazione più strutturato con gli amministratori giudiziari e i coadiutori, andando oltre la mera sottoscrizione del disciplinare di incarico. Vogliamo promuovere un approccio realmente proattivo.
Si tratta di un impegno che nasce fin dal momento del sequestro e che deve consentire una conoscenza più tempestiva e approfondita delle caratteristiche dei beni, delle loro potenzialità e delle eventuali criticità. Questo permetterebbe di rendere più efficace l’intero percorso di destinazione.
Molti dei beni confiscati – ha concluso Laganà – hanno un rilevante valore economico e culturale, ma possiedono anche un forte significato simbolico: rappresentano la riaffermazione concreta della presenza e dell’autorità dello Stato”.
|



