
FLAICA CUB Napoli: Le dichiarazioni del Direttore del Parco Archeologico di Pompei rappresentano un attacco grave e ingiustificato alle guide turistiche, professionisti abilitati che da anni contribuiscono alla valorizzazione del sito.
La scrivente O.S. prende le distanze e contesta le dichiarazioni con accuse assurde dal Direttore del Parco archeologico di Pompei. Parlare genericamente di “illegalità”, “prezzi non trasparenti” e “servizi deludenti” senza dati circostanziati significa gettare discredito su un’intera categoria. È bene ricordare che la postazione delle guide all’interno degli scavi non operava in assenza di regole: esisteva un regolamento. Se vi erano comportamenti inadeguati o lamentele rilevanti, il Direttore avrebbe potuto e dovuto aprire un confronto preventivo con le rappresentanze di categoria per affrontare e sanzionare eventuali situazioni specifiche.
Colpire tutti per presunte responsabilità di pochi non è legalità: è una scelta amministrativa che scarica sui lavoratori un problema che poteva essere gestito con dialogo e vigilanza.
Ogni guida turistica rappresenta una microimpresa, un lavoratore autonomo che investe in formazione, aggiornamento e fiscalità. La chiusura della postazione e l’introduzione di un sistema centralizzato di vendita delle visite insieme al biglietto rischiano di trasformare un bene pubblico in un circuito chiuso, dove la selezione di chi potrà lavorare verrà demandata a una società esterna, peraltro con sede fuori dalla Campania.
Questo modello sottrae autonomia, riduce la libertà di scelta dei visitatori e concentra potere decisionale in mani privatistiche, con il rischio concreto di impoverire ulteriormente il tessuto professionale locale. Pompei deve essere un volano di sviluppo per il territorio campano, non l’ennesimo esempio di ricchezza che viene gestita e redistribuita altrove.
La qualità si garantisce con regole chiare e condivise, non eliminando spazi di lavoro.
Le eventuali irregolarità si sanzionano singolarmente, non collettivamente.
La legalità si costruisce con il confronto, non con dichiarazioni che delegittimano una categoria.
Flaica Uniti CUB chiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto e la revisione del provvedimento, nel rispetto del lavoro, della dignità professionale e del territorio.
Flaica Uniti CUB
Difendiamo il lavoro, la cultura e i diritti


