
Fiume Sarno, sit-in dei cittadini con i piedi nell’acqua contro veleni e scarichi abusivi. Europa Verde: “Chi inquina va stanato e punito”
Grande partecipazione questa mattina a Sarno al sit-in “Piedi nell’acqua, mani sul futuro”, che ha visto cittadini e associazioni entrare simbolicamente a piedi nudi nelle acque del fiume per chiedere il suo definitivo risanamento e ribadire che “Il Sarno non è una fogna” e che “l’Acqua è Vita”. Alla manifestazione hanno partecipato il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale Carlo Ceparano.
L’iniziativa è stata promossa dall’esponente di Europa Verde a Sarno Roberto Robustelli. Presenti anche Aniello Fasolino, coportavoce di Europa Verde in provincia di Salerno, Francesco Servino e altri esponenti dei comitati civici. A salutare il deputato anche il consigliere regionale di opposizione Sebastiano Odierna.
“Durante l’estate, insieme all’avvocato ambientalista Fabio Armano, abbiamo percorso il Sarno e i suoi affluenti, censito scarichi e presentato numerosi esposti alle Procure di Nocera Inferiore e Torre Annunziata. Bisogna colpire senza sconti gli scarichi abusivi e intensificare i controlli sulle attività produttive, a partire dai comparti storicamente più a rischio come quello conciario e quello conserviero, senza dimenticare il problema gravissimo dei reflui civili non collettati”, dichiara Borrelli. “Ai tempi del Covid, il lockdown ci ha mostrato un dato che non possiamo ignorare: durante il fermo di molte attività produttive, diversi tratti del bacino tornarono visibilmente più limpidi. Questo dimostra quanto sia indispensabile un monitoraggio continuo e rigoroso che finora è mancato. Chiediamo che ogni punto di scarico autorizzato sia censito e, dove tecnicamente possibile, identificato fisicamente attraverso un’etichetta che permetta di conoscere il soggetto titolare e gli estremi dell’autorizzazione. Ogni tubatura che scarica nel fiume deve essere tracciabile: bisogna poter distinguere immediatamente ciò che è autorizzato da ciò che è abusivo quindi illegale e altamente inquinante”, proseguono il deputato e il consigliere Ceparano. “Il Consiglio regionale ha appena approvato all’unanimità una risoluzione per la sicurezza e il risanamento del Sarno e la Regione ha messo in campo oltre 400 milioni di euro per il programma di sicurezza idraulica e riqualificazione ambientale del bacino. È un impegno importante, che adesso deve tradursi in opere, controlli e risultati verificabili”, concludono.



