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Fermo dei tir, Malafronte (Consorzio Florovivaisti Campani): “Il caro gasolio è anche il nostro. Ma se entro quattro giorni i camion non ripartono, i fiori di Ognissanti finiscono al macero”

Fermo dei tir, Malafronte (Consorzio Florovivaisti Campani): “Il caro gasolio è anche il nostro. Ma se entro quattro giorni i camion non ripartono, i fiori di Ognissanti finiscono al macero”

“Questa protesta è anche la nostra. Il gasolio che pesa sui camion è lo stesso che muove i nostri trattori e scalda le nostre serre: gli agricoltori pagano lo stesso conto degli autotrasportatori, e per questo chiediamo con loro risposte immediate. Ma proprio perché siamo dentro questa battaglia, sappiamo quanto costa ogni giorno di attesa. Per noi il tempo non si misura in settimane, si misura in giorni”. Così Enzo Malafronte, presidente del Consorzio Produttori Florovivaisti Campani, interviene sulla mobilitazione contro il caro carburanti che da giorni attraversa il Mezzogiorno, con presidi anche lungo la A1 e la A30.

Il nodo è il calendario. Il ponte di Ognissanti è una delle ricorrenze più importante dell’anno per la floricoltura tradizionale e vale da solo circa un quinto del fatturato delle aziende. Cooperative e imprese campane hanno investito mesi di lavoro, energia e manodopera per arrivare pronte a questi giorni. Se entro quattro giorni i mezzi non tornano a muoversi, quel prodotto non raggiungerà né i mercati né i cimiteri.

“Un fiore reciso non si mette in magazzino – spiega Malafronte. Ha una vita di pochi giorni: se non parte, si butta. Il rischio concreto è mandare al macero il raccolto di un’intera stagione. Questo significherebbe perdite che molte aziende non sono in grado di assorbire e quindi sarebbero costrette a chiudere. Non dimentichiamo che in questo momento i mercati del nord Italia sono approvvigionati da aziende estere che sopperiscono al nostro mancato arrivo di fiori. Uno scenario che ci riporta dritti al lockdown del 2020, quando abbiamo visto distruggere i fiori nelle serre. Allora c’era una pandemia, oggi c’è una vertenza che si può risolvere attorno a un tavolo”.

La Campania è tra le regioni leader del florovivaismo italiano ed in particolare per il fiore reciso:  un patrimonio produttivo e occupazionale che rischia di pagare due volte, prima con i rincari e poi con il blocco.

“Il Governo deve rispondere subito, a chi guida i camion e a chi coltiva la terra. Nell’attesa va garantito il transito delle merci deperibili: sarebbe paradossale che una protesta nata contro il caro gasolio finisse per distruggere il lavoro di chi quel caro gasolio lo subisce ogni giorno. Salvare i fiori di Ognissanti significa salvare il lavoro di centinaia di famiglie campane” – conclude Malafronte.

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