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Crisi bradisismica nei Campi Flegrei: le considerazioni del Partito Democratico di Pozzuoli Il Partito Democratico di Pozzuoli vive insieme alla città il particolare e difficile momento che attraversa la nostra comunità.

Crisi bradisismica nei Campi Flegrei: le considerazioni del Partito Democratico di Pozzuoli
Il Partito Democratico di Pozzuoli vive insieme alla città il particolare e difficile momento che attraversa la
nostra comunità.
A distanza di qualche giorno dall’evento sismico, il quadro complessivo dei danneggiamenti nella nostra città
appare sempre più delineato.
Ognuno di noi ha un parente o un amico in grave difficoltà logistica, spesso a causa dei provvedimenti di
sgombero contingibili e urgenti emessi dal Comune a seguito dei sopralluoghi tecnici di agibilità.
All’indomani dei vari incontri in Prefettura assistiamo purtroppo a dichiarazioni oggettivamente prive di
concretezza da parte dei rappresentanti del Governo e, talvolta, di alcuni sindaci dell’area flegrea, più
orientati alla gestione della propria immagine pubblica che alla risoluzione della crisi.
È una fase comunitaria che l’amministrazione Manzoni sta degnamente affrontando.
Con le strumentazioni giuridiche, amministrative, sociali, economiche e culturali che le son dati dal passato,
congiuntamente ad altre che ha costruito essa stessa nel corso degli ultimi anni, con la collaborazione fattiva
degli enti sovraordinati.
Riteniamo però che le discussioni, le affermazioni, le proposte che di volta in volta si succedono siano molte
volte fondate su una scarsa conoscenza degli scenari operativi di protezione civile che son propri della nostra
città e dei Campi Flegrei tutti.
Un momento di chiarezza ci sembra quindi indispensabile.
I colori verde, giallo, arancione, rosso sono i possibili livelli di allerta del vulcano Campi Flegrei, così come
dichiarati dal Dipartimento della Protezione Civile sulla base del monitoraggio dell’INGV/Osservatorio
Vesuviano e delle valutazioni della Commissione Grandi Rischi e descrivono quanto il vulcano si sta
allontanando dal suo stato ordinario verso una possibile eruzione.
Oggi, il livello nazionale dei Campi Flegrei è giallo, con “disequilibrio medio” e Fase 2 di Attenzione, a seguito
dell’aggiornamento approvato nel 2025.
È un livello che descrive lo stato vulcanico, con le possibili conseguenze.
Il Comune di Pozzuoli possiede però una sua pianificazione di protezione civile integrata che affronta i diversi
rischi del territorio.
Distinguendo:
✓ Da un lato la Pianificazione per il rischio vulcanico, legata all’appartenenza del nostro comune alla
zona rossa dei Campi Flegrei e approvato dal Consiglio comunale il 30 giugno 2021.
✓ Dall’altro lato, la Pianificazione speditiva per il rischio sismico e bradisismo, con gli strumenti
operativi conseguenti e introdotti più recentemente in base alla normativa nazionale d’emergenza,
come il DL 140/2023. Essa definisce i modelli d’intervento per sciami sismici e il monitoraggio del
patrimonio edilizio. Sono strumenti elaborati dall’odierna amministrazione, recepiti e approvati a
livello locale nel febbraio 2025 in attuazione delle disposizioni governative per i Campi Flegrei, frutto
del costante confronto tra l’ente comune con la regione Campania e il governo nazionale.
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Volendo sintetizzare, “Il colore nazionale dice come sta il vulcano”; la “scelta della zona interessata dai
provvedimenti dice quale territorio è esposto”; lo scenario bradisismico frutto delle analisi e considerazioni
del Piano Speditivo per il rischio sismico dice “quanto la crisi sismico-deformativa sta mettendo in difficoltà
e stia concretamente impattando sul territorio”.
La pianificazione speditiva è infatti costruita proprio per reagire agli effetti reali sulle persone, sugli edifici e
sulle infrastrutture, anche indipendentemente dall’esistenza di un passaggio del livello vulcanico da giallo ad
arancione.
Quindi può anche avvenire una biforcazione: il Piano speditivo per il bradisismo non segue automaticamente
i colori verde-giallo-arancione-rosso del rischio vulcanico.
E questo è esplicitamente previsto dalla pianificazione nazionale, laddove per la fenomenologia bradisismica,
proprio perché è caratterizzata da una forte imprevedibilità, non è ritenuto possibile basare la risposta su
livelli di allerta e fasi operative definite a priori come avviene per il rischio vulcanico.
Per il bradisismo si utilizzano invece tre scenari operativi, così come definiti in funzione degli effetti delle
scosse e del sollevamento del suolo:
Scenario 1
Scosse → danni limitati/localizzati.
Risposta prevalentemente locale:
• sopralluoghi;
• messa in sicurezza;
• interdizione di singoli edifici;
• ripristini.
Scenario 2
Scosse → danni più estesi e numerosi edifici/infrastrutture coinvolti.
Si passa a:
• verifiche speditive;
• soccorso;
• assistenza;
• interventi di messa in sicurezza;
• maggiore coinvolgimento del livello regionale/nazionale.
Le procedure di questo scenario operativo 2 discendono da una sismicità che produce danneggiamenti severi
in porzioni ampie del territorio e a un numero significativo di edifici e infrastrutture nella ZONA DI
INTERVENTO.
Nel presente scenario operativo, che peraltro è quello oggi utilizzato dalle varie autorità per identificare e
attuare i vari interventi sul territorio, la sismicità produce danneggiamenti di maggiore estensione degli
elementi strutturali e coinvolgimento di un numero significativo di edifici e infrastrutture, con conseguenti
azioni di verifica speditiva dei danni ed eventuali interventi di rimozione del pericolo per la pubblica e privata
incolumità/ripristino e attività di soccorso della popolazione. A seguito delle segnalazioni di danno da parte
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delle Amministrazioni, vengono predisposte le verifiche speditive sulle infrastrutture da parte degli Enti
gestori/proprietari e le verifiche speditive di valutazione dell’impatto e di rilievo del danno e dell’agibilità
sugli edifici pubblici e privati e sulle varie infrastrutture territoriali.
Scenario 3
Procedure scenario operativo 3 – Le deformazioni subiscono un aumento importante in accelerazione e la
sismicità aumenta in frequenza ed energia nel territorio della ZONA DI INTERVENTO RISTRETTA, provocando
danni significativi degli elementi strutturali dei sistemi edilizi ed infrastrutturali tali da non poter più
garantirne la sicurezza, la funzionalità ed i servizi di base per i cittadini o comunque la convivenza della
popolazione con i fenomeni in atto. Sulla base delle valutazioni degli impatti sulle strutture e infrastrutture
effettuate dalle strutture tecniche comunali e/o dagli Enti gestori, e sulla base delle valutazioni scientifiche
effettuate dai CdC (Centri di Competenza) e dalla CGR-SRV (Commissione Grandi Rischi – Settore Rischio
Vulcanico) e SRS (Settore Rischio Sismico) , nonché sulla base delle richieste che pervengono dai Comuni
interessati anche in relazione alla capacità di una risposta adeguata alla popolazione, il Dipartimento della
protezione civile, in raccordo con la Regione Campania ed i Sindaci dei Comuni interessati, supporta la
risposta operativa messa in atto dal livello territoriale, comprese le eventuali azioni di allontanamento
parziale o totale della popolazione secondo le modalità individuate dalla Regione Campania con il supporto
del Dipartimento della protezione civile.
Si verifica un aumento importante della deformazione e della sismicità, con danni strutturali significativi e
problemi tali da compromettere i servizi essenziali e la vita quotidiana della comunità. Può diventare
necessaria anche la dichiarazione di Emergenza con l’evacuazione parziale o totale della popolazione
interessata.
In definitiva, quindi possono funzionare contemporaneamente due sistemi, questo è a nostro avviso il punto
più importante per capire la situazione di Pozzuoli.
Laddove il livello vulcanico nazionale giallo, che significa che il vulcano è in un determinato stato di
disequilibrio ma non tale da richiedere azioni di evacuazioni, può convivere con il verificarsi di sciami sismici
importanti, tali da attivare uno Scenario Operativo 2, così come ritengono autorevoli pareri scientifici e
tecnico-operativi.
Non si ravvede quindi la necessità, allo stato, di una richiesta di passaggio allo Scenario Operativo 3, così
come da Piano Speditivo di emergenza per il rischio bradisismico, con la conseguente possibile evacuazione
di porzioni di territorio comunale.
E non sembra, allo stato, che il Presidente della Regione Campania ravveda la necessità della richiesta formale
al Ministro competente della generale Dichiarazione di Emergenza, così come richiamata e invocata da alcuni.
Fermo restando che l’evolversi della situazione impone a noi tutti, oltre che ai vari enti interessati, valutazioni
che potranno e dovranno discendere e conformarsi alle eventuali diverse situazioni e crisi territoriali che,
auguriamoci di no, si potranno avverare nel nostro territorio e sulla nostra comunità.
In questa logica anche l’ultimo Dpr Campi Flegrei sembra troppo timido nell’affrontare i problemi e va
emendato e arricchito di misure e risorse.
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Il Partito Democratico di Pozzuoli ha peraltro maturato un forte convincimento circa la ineludibile necessità
di una “Legge Speciale per i Campi Flegrei”.
In piena comunanza di analisi e di intenti con quanto il nostro Sindaco Manzoni ha già espresso
pubblicamente.
Attuando quello che in disciplina di Protezione Civile può definirsi quale una Strategia di intervento
territoriale fasica, cioè un insieme di provvedimenti mirati a un’area ma scaglionati e/o modulati nel tempo,
con un procedimento detto di stratificazione normativa o intervento per fasi.
Esso indica il cumulo e la successione nel tempo di ordinanze, decreti, leggi speciali, che modificano il quadro
d’azione su uno stesso territorio, con un approccio che divide la soluzione di un problema territoriale in
momenti distinti come ad esempio l’emergenza iniziale, poi la legge speciale, infine il recupero e la
ricostruzione ordinaria.
Laddove la intera comunità nazionale dovrà assumere coscienza e responsabilità piena della problematica
territoriale del Bradisismo, tramite appunto una legge speciale, che detti interventi e risorse economichefinanziarie.
Interventi che dovranno ineludibilmente trovar corpo e anima attraverso la discussione e le proposte
dell’amministrazione, dell’ente comune tutto e della cittadinanza puteolana, anche mediante le varie
socialità politiche, sindacali e associazionistiche che la connotano.
Chiediamo quindi un Ciclo di gestione della crisi del territorio puteolano e flegreo, mediante una Strategic
public policy d’intervento incrementale, che inquadri e leghi il succedersi di provvedimenti differenti come
parti di un unico processo evolutivo che muta e che adatta i provvedimenti alla gravità e all’evoluzione e alle
esigenze temporali della situazione.
Queste sono le considerazioni che il Partito Democratico di Pozzuoli presenta alla nostra comunità puteolana
tutta, alla luce dell’odierna fase critica bradisismica.
Che affida al nostro Sindaco Manzoni, alle sue personali considerazioni e dell’amministrazione tutta,
continuando a confidare nel suo costante e continuo operare per tutti noi puteolani.
Cittadini e compagni di Pozzuoli, le sole manifestazioni locali rischiano di non incidere sulle decisioni di chi
non vuole ascoltare.
È necessaria una partecipazione coordinata che porti la nostra voce su una vetrina nazionale.
Nell’immediato, la nostra prima mobilitazione a Napoli coinciderà con la presenza attiva ai grandi eventi
(Coppa America) per accendere i riflettori sulla crisi flegrea.
Circa 2.700 nostri concittadini sono senza casa e proporre un presidio a Roma in questo momento sarebbe
pura demagogia.
Al contrario, programmare una grande mobilitazione nazionale per il primo giorno di ripresa dei lavori delle
Camere è la strategia più efficace per ottenere l’approvazione della Legge Speciale.
Il Partito Democratico di Pozzuoli c’è ed è al fianco della comunità.
Partito Democratico di Pozzuoli
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Pozzuoli (Na)
Per il Partito Democratico di Pozzuoli
Il Segretario
Francesco Fumo
PARTITO DEMOCRATICO di Pozzuoli
Piazza della Repubblica, 95
80078 Pozzuoli (Na)
Facebook: PD Pozzuoli – X: @PD_Pozzuoli – e-mail: segreteria@pdpozzuoli.it

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