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Commercio di prossimità, Totaro: «Difendere i negozi di quartiere significa difendere le nostre comunità»

Commercio di prossimità, Totaro: «Difendere i negozi di quartiere significa difendere le nostre comunità»
A cura dell’Avv. Lelio Mancino
Le serrande che si abbassano non rappresentano soltanto la chiusura di un’attività commerciale. Spesso segnano la perdita di un presidio sociale, di un punto di riferimento per i cittadini e di un pezzo di identità del territorio. È da questa consapevolezza che nasce la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, attualmente in raccolta firme sul portale del Ministero della Giustizia.
Ne abbiamo parlato con Alessandro Totaro, Presidente Regionale di Confesercenti Salute Campania e Presidente dell’8ª Commissione  Salute e Commercio dell’Intergruppo Parlamentare Sud, Isole e Aree Fragili.
«Negli ultimi anni abbiamo assistito a un progressivo impoverimento dei nostri centri urbani», spiega Totaro. «Quando chiude un negozio non perde solo il commerciante. Perdono i cittadini, soprattutto gli anziani, le persone con difficoltà negli spostamenti e le famiglie che trovano nei servizi di vicinato una risposta concreta ai bisogni quotidiani.»
La proposta prevede l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESPro), aree nelle quali concentrare agevolazioni fiscali, sostegni economici e procedure amministrative semplificate per favorire la nascita e il mantenimento delle attività commerciali e dei servizi essenziali.
«L’obiettivo è rendere nuovamente attrattivi i quartieri, i centri storici e le periferie che stanno vivendo un fenomeno di desertificazione commerciale. Se vogliamo città vive e sicure dobbiamo investire nelle attività che ogni giorno mantengono vivo il territorio.»
Per Totaro il tema non riguarda soltanto l’economia, ma investe direttamente la qualità della vita delle comunità.
«I negozi di prossimità svolgono una funzione sociale straordinaria. Sono luoghi di incontro, di relazione e spesso anche di aiuto reciproco. Nei piccoli comuni e nelle periferie rappresentano un punto di riferimento fondamentale. Dove le serrande restano alzate, il territorio continua a vivere.»
Un aspetto centrale della proposta riguarda il collegamento tra commercio e servizi territoriali.
«Salute, commercio e servizi di prossimità sono parte della stessa rete. Un quartiere che conserva i propri presidi commerciali è un quartiere più inclusivo, più sicuro e più vicino ai bisogni delle persone. Difendere queste attività significa rafforzare la coesione sociale e migliorare la qualità della vita dei cittadini.»
Tra le misure previste figura anche l’istituzione di un fondo nazionale da 600 milioni di euro l’anno destinato a sostenere gli interventi previsti dalla legge.
«Per la prima volta si immagina una strategia organica per il commercio di vicinato. Non un aiuto occasionale, ma una politica strutturale che riconosce il valore economico e sociale delle piccole attività commerciali.»
Guardando alla Campania, Totaro vede importanti opportunità di sviluppo.
«La nostra regione possiede un patrimonio straordinario di attività commerciali, artigianali e di servizio che rappresentano la vera anima dei territori. Questa proposta può contribuire a creare occupazione, contrastare il degrado urbano e rafforzare il tessuto sociale delle nostre comunità.»
Infine, l’appello ai cittadini.
«Partecipare alla raccolta firme significa sostenere una visione di sviluppo che mette al centro le persone. Difendere il commercio di prossimità significa difendere il diritto ad avere servizi vicini, quartieri vivi e territori più inclusivi.»
Una sfida che riguarda tutti e che potrebbe rappresentare un passo importante verso città più vivibili, solidali e sostenibili, dove negozi, servizi e presidi territoriali continuano a essere il cuore pulsante delle comunità.

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