
CASO BIFULCO IN CAMPANIA: IL QUIRINALE RISCONTRA LA LETTERA DELLA FAMIGLIA E ESPRIME VICINANZA UMANA PER IL TRAVAGLIO GIUDIZIARIO
Lo Studio Associato Maior: “Segnale istituzionale importante nel rispetto dei limiti costituzionali. Ora si chiede la riapertura delle indagini alla Procura di Nola”
Lo Studio Associato Maior, rappresentato dagli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo, con il supporto dei propri consulenti tecnici, comunica che la Segreteria Generale della Presidenza della Repubblica, tramite l’Ufficio per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia, ha riscontrato la lettera aperta inviata dalla famiglia Bifulco Accardi, esprimendo la più sincera vicinanza umana per il dolore vissuto dai familiari della Sig.ra Giovanna Bifulco, deceduta il 3 febbraio 2004. Nel riscontro istituzionale, il Quirinale ha richiamato anche il lungo “travaglio per vicende di natura giudiziaria” che accompagna da anni la famiglia, manifestando sensibilità rispetto alla vicenda umana, ma ribadendo al contempo con chiarezza i limiti costituzionali che impediscono al Presidente della Repubblica qualsiasi intervento o valutazione su procedimenti rientranti nella competenza esclusiva dell’autorità giudiziaria. Un passaggio che conferma il principio della separazione dei poteri e l’assenza di margini di intervento sul piano giudiziario da parte della massima carica dello Stato. La vicenda riguarda la morte di Giovanna Bifulco, avvenuta il 3 febbraio 2004, a seguito di un grave quadro infettivo insorto nei giorni precedenti. Secondo quanto ricostruito dalla famiglia e dalla prospettazione difensiva, nei giorni tra il 31 gennaio e il decesso la paziente avrebbe avuto contatti ripetuti con medici di base e Guardia Medica, senza però – si sostiene – una visita diretta né accertamenti clinici approfonditi, ma esclusivamente valutazioni a distanza e prescrizioni telefoniche. Il successivo aggravamento del quadro clinico avrebbe reso tardivo l’intervento dei soccorsi, con il decesso avvenuto presso la struttura sanitaria di arrivo. Nel corso degli anni, il procedimento penale e le successive azioni civili hanno escluso il nesso causale tra le condotte sanitarie contestate e l’evento morte. La famiglia Bifulco, tuttavia, ha sempre contestato tali conclusioni, ritenendo non adeguatamente valutati gli elementi tecnici e le consulenze che evidenzierebbero profili di criticità nell’assistenza prestata. Lo Studio Associato Maior ha recentemente depositato una nuova denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Nola, chiedendo la riapertura delle indagini alla luce di ulteriori elementi documentali e valutativi. L’iniziativa mira a sollecitare un nuovo approfondimento investigativo sull’intera vicenda, che – secondo la difesa – non avrebbe ricevuto pieno e completo esame nel corso dei precedenti procedimenti.
“La risposta della Presidenza della Repubblica rappresenta un importante segnale di vicinanza umana alla famiglia Bifulco, che da oltre vent’anni vive un dolore accompagnato da un complesso percorso giudiziario» dichiarano dallo Studio Associato Maior. Nel rispetto dei limiti costituzionali ribaditi dal Quirinale, resta però l’esigenza di un ulteriore approfondimento giudiziario per fare piena chiarezza su una vicenda che la famiglia ritiene ancora irrisolta” -concludono-.



