
UILTRASPORTI contesta l’ordine di servizio della DM Technology sul cantiere di Quarto.
Nel settore dell’igiene ambientale valgono CCNL e le regole, non la matematica creativa da bacheca
La UILTRASPORTI contesta con fermezza l’ordine di servizio apparso in bacheca presso il cantiere di Quarto, con il quale la
DM Technology S.r.l. pretende di modificare unilateralmente l’articolazione dell’orario di lavoro del personale operativo fulltime.
Il documento aziendale, prima ancora di essere illegittimo sul piano contrattuale, sembra essere stato redatto effettuando una
singolare acrobazia aritmetica. Difatti, vengono indicati sette giorni di lavoro con relativi orari giornalieri che, sommati, portano
a 42 ore settimanali a fronte delle 38 ore previste dal CCNL dei Servizi Ambientali. Subito dopo, però, si prevede un riposo
settimanale da collocare il lunedì e/o il sabato, con il risultato che, sottraendo quelle ore, il totale scenderebbe a 37 ore. In
pratica, nello stesso foglio, l’azienda riesce a superare e a non raggiungere l’orario contrattuale. Una forma di “matematica
elastica” che potrà forse incuriosire gli appassionati di cruciverba numerici, ma che non può certo regolare la vita e il lavoro
delle persone.
Il problema, tuttavia, non è soltanto nei conti. Il punto vero è che l’orario di lavoro non si cambia con un foglio affisso in
bacheca, come se il CCNL fosse un consiglio facoltativo o un soprammobile da tenere in ufficio. Nel settore dell’igiene
ambientale esistono regole precise, procedure contrattuali, informazione preventiva, esame congiunto e confronto con le
Organizzazioni Sindacali. Gli articoli 1, 17 e 18 del CCNL non sono ornamenti letterari, ma norme pattizie che disciplinano
proprio l’organizzazione dell’orario di lavoro, l’eventuale articolazione multi-periodale e le modalità di coinvolgimento delle
rappresentanze sindacali.
Nulla di tutto questo risulta essere stato rispettato. Nessuna informativa preventiva, nessun esame congiunto, nessuna
documentazione rappresentata, nessun confronto sui segmenti produttivi interessati, nessuna discussione sulle ricadute per
i lavoratori e sulla sicurezza. Solo un ordine calato dall’alto, confuso nei numeri e sbagliato nel metodo.
La UILTRASPORTI rileva, inoltre, che tale iniziativa arriva all’indomani della denuncia sindacale relativa all’utilizzo dei
contenitori agganciati al pettine dei costipatori durante la circolazione dei mezzi. Una denuncia seria, riguardante la sicurezza
dei lavoratori e dei cittadini. Vedere comparire subito dopo una disposizione sull’orario di lavoro, unilaterale e peggiorativa,
lascia più di un dubbio sulla reale natura dell’iniziativa aziendale.
Con una certa ironia, ma con estrema chiarezza, ricordiamo alla società che il cantiere di Quarto non è un campo da calcio
in cui si gioca senza regole. Siamo nel comparto dei Servizi Ambientali, un settore regolato da un Contratto Collettivo
Nazionale, da relazioni industriali e da norme che tutelano dignità, salario, sicurezza e tempi di vita dei lavoratori.
Se qualcuno pensa di importare metodi da caporalato organizzativo nel servizio pubblico essenziale dell’igiene urbana, ha
sbagliato settore, indirizzo e interlocutori. I lavoratori non sono pedine da muovere su un prospetto orario contraddittorio, né
possono subire modifiche illegittime solo perché stampate su carta intestata.
Per queste ragioni, la UILTRASPORTI chiede l’immediata revoca dell’ordine di servizio sottolineando che i lavoratori
continueranno a osservare il normale orario di lavoro finora applicato, pari a 6 ore e 20 minuti giornalieri per sei giorni,
corrispondenti alle 38 ore settimanali previste dal CCNL.
Ogni eventuale pressione, contestazione o iniziativa aziendale conseguente al legittimo rispetto dell’orario contrattuale sarà
respinta e impugnata in tutte le sedi competenti.
La UILTRASPORTI resta disponibile al confronto, ma solo nel rispetto delle regole. Perché il dialogo sindacale non si
sostituisce con una bacheca, e il contratto collettivo non si cancella con un foglio appeso al muro.



