
Incontro oggi a Palazzo Chigi. Il vicepresidente Nazionale Confesercenti Vincenzo Schiavo: “Non è una crisi industriale come le altre. C’è bisogno di un piano straordinario per l’economia di prossimità per preservare il tessuto delle micro, piccole e medie imprese del territorio maggiormente esposte”
Il vicepresidente Nazionale di Confesercenti, Vincenzo Schiavo, ha partecipato oggi a palazzo Chigi all’incontro sulla vertenza dell’ex Ilva, presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Per l’esecutivo, presenti anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr Tommaso Foti, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone.
“La vertenza dell’ex Ilva non può essere considerata una crisi industriale come le altre – ha detto il vicepresidente Schiavo -. A Taranto, infatti, lavoro, salute, ambiente e sviluppo economico costituiscono dimensioni strettamente interconnesse e non possono essere affrontate come interessi contrapposti’”.
Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato anche i commissari straordinari del Gruppo Ilva, i rappresentanti di Invitalia e i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, Vincenzo Schiavo ha chiarito la posizione di Confesercenti: “sostieniamo la necessità di promuovere una strategia di sviluppo territoriale di lungo periodo che rafforzi le diverse vocazioni economiche dell’area tarantina, valorizzando in particolare l’economia del mare, la logistica, il turismo, la cultura, il commercio, l’innovazione e i servizi. Confesercenti chiede di attivare un piano straordinario per l’economia di prossimità di Taranto, finalizzato a preservare il tessuto delle micro, piccole e medie imprese maggiormente esposte agli effetti indiretti della crisi ex Ilva e ad accompagnare i processi di diversificazione economica del territorio”.
“L’obiettivo – ha proseguito il vicepresidente Schiavo – deve essere la costruzione di un sistema economico più diversificato, resiliente e meno dipendente da una singola grande realtà produttiva, pur nel riconoscimento del ruolo strategico che il comparto siderurgico continua a rivestire per l’economia nazionale’‘.
”Difesa del lavoro, tutela della salute e dell’ambiente e salvaguardia del tessuto imprenditoriale diffuso non rappresentano obiettivi alternativi, ma parti integranti della medesima strategia di rilancio – ha concluso Vincenzo Schiavo – e gli interventi destinati al comparto siderurgico devono essere accompagnati da misure specifiche rivolte al commercio, al turismo, ai servizi e alle piccole e medie imprese, nonchè da una visione di lungo periodo che consenta al territorio di rafforzare la propria struttura economica, preservare la capacità di spesa delle famiglie e costruire prospettive di sviluppo sostenibili e durature”.



