
Prefettura, scontro sugli alloggi per gli sfollati: i Comitati di Monterusciello attaccano le istituzioni
L’incontro convocato in Prefettura dopo l’emergenza bradisismica si chiude tra polemiche e accuse. Al centro del confronto gli alloggi emergenziali di Monterusciello, le verifiche sugli edifici e la sistemazione degli sfollati di Pozzuoli. Il Centro Sociale Culturale Monterusciello: «È una dichiarazione di guerra agli abitanti dei Campi Flegrei»
È durissimo il giudizio del Centro Sociale Culturale Monterusciello sull’incontro odierno in Prefettura dedicato all’emergenza abitativa e alle conseguenze del bradisismo nell’area flegrea.
I rappresentanti dei cittadini e dei comitati erano stati invitati formalmente dal Prefetto, dopo aver richiesto a loro volta un incontro lo scorso 3 agosto, prima dell’avvio delle più recenti iniziative di protesta a Pozzuoli. La loro presenza, spiegano, è stata dunque ritenuta doverosa per portare al tavolo le istanze degli abitanti.
Il confronto, tuttavia, secondo i promotori della protesta, non avrebbe prodotto le risposte attese. A suscitare particolare preoccupazione è stata la questione degli alloggi emergenziali di Monterusciello, che i comitati chiedono di utilizzare per dare una sistemazione agli sfollati.
La proposta, secondo quanto riferito dal Centro Sociale Culturale Monterusciello, sarebbe stata respinta dall’assessora Claudia Pecoraro, sulla base della destinazione degli immobili all’edilizia residenziale pubblica. Una posizione che i comitati interpretano come il segnale di una precisa scelta politica: mantenere gli alloggi nell’ambito delle assegnazioni Erp e procedere, a partire da settembre, con la graduatoria regionale.
«La graduatoria Erp soddisfa la politica, i suoi interessi di consenso e la mancanza delle autentiche case popolari», sostengono i rappresentanti del movimento, che temono che l’utilizzo dei criteri Erp possa determinare nel tempo decadenze, sgomberi, dinieghi rispetto a sanatorie e volture e, di conseguenza, un progressivo ricambio degli attuali residenti.
Una prospettiva che, secondo il Centro Sociale, rischierebbe di trasformare gli abitanti di Monterusciello, già coinvolti nell’emergenza del bradisismo del 1983, in «carne da macello» di una nuova stagione di tensioni sull’emergenza abitativa.
«Nessuna risposta su decadenze e sgomberi»
Sul tavolo c’era anche la richiesta di revocare i provvedimenti di decadenza e sgombero già adottati. Anche su questo fronte, denunciano i comitati, non sarebbero arrivate risposte concrete.
Per gli attivisti si tratta di una questione tutt’altro che secondaria: eventuali sgomberi, sostengono, rischierebbero infatti di aggravare ulteriormente una situazione abitativa già resa critica dall’emergenza sismica.
Duro anche il giudizio sulla ricerca di soluzioni alternative per gli sfollati. La Diocesi, secondo quanto riferito dai partecipanti, avrebbe comunicato in videoconferenza di non avere disponibilità di alloggi. Quanto alle requisizioni, denunciano i comitati, «zero».
Sul fronte privato, invece, l’indicazione sarebbe quella di favorire un intervento degli operatori immobiliari per calmierare i prezzi delle abitazioni.
Il nodo della sicurezza a Monterusciello
Altro punto controverso è quello della sicurezza degli edifici di Monterusciello.
Secondo quanto riferito dal Centro Sociale, il dirigente comunale Di Lorenzo avrebbe sostenuto che il quartiere non necessita di ulteriori verifiche di sicurezza. Una posizione che i comitati contestano apertamente, sottolineando le condizioni di manutenzione di numerosi edifici.
«Noi pure pensiamo che a Monterusciello non crollano le case, ma si sfalda il cemento», affermano i rappresentanti del movimento, chiedendo attenzione anche per problematiche come il distacco di materiali e la necessità di installare reti anti-detriti.
Pozzuoli, le stime sui rientri
Nel corso dell’incontro sarebbe stato inoltre delineato un quadro delle possibilità di rientro nelle abitazioni di Pozzuoli.
Secondo quanto riferito dai comitati, il Comune avrebbe indicato nel 10% la quota degli sfollati che potrebbe rientrare a breve nelle proprie abitazioni, mentre un ulteriore 40% potrebbe farlo dopo interventi di modesta entità. Per gli altri nuclei familiari resterebbero le soluzioni alberghiere o il contributo economico.
Il commissario Soccodato, sempre secondo quanto emerso dall’incontro, starebbe invece seguendo il capitolo relativo alle scuole e alle altre strutture pubbliche interessate dall’emergenza.
«Serve una mobilitazione dei Campi Flegrei»
Alla fine del confronto, il Centro Sociale Culturale Monterusciello ha lanciato un appello rivolto a cittadini, comitati, associazioni, movimenti e realtà sociali di Pozzuoli e dell’intera area flegrea.
La denuncia non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza abitativa. I promotori della protesta contestano quello che definiscono un più ampio disegno politico ed economico, accusando le istituzioni di privilegiare investimenti e operazioni ritenute funzionali agli interessi privati, mentre le risorse destinate agli abitanti verrebbero considerate insufficienti.
Nel mirino finisce anche il modello di sviluppo dell’area occidentale di Napoli, con il riferimento alla Coppa America e agli interventi di Bagnoli, citati dai comitati come esempio di una politica che, a loro giudizio, privilegerebbe grandi operazioni rispetto alle esigenze sociali dei residenti.
Il documento diffuso al termine dell’incontro usa toni particolarmente duri e definisce quanto accaduto in Prefettura «una vera e propria dichiarazione di guerra» agli abitanti di Monterusciello, Pozzuoli e dei Campi Flegrei.
Da qui l’appello alla mobilitazione: «Dobbiamo fare massa critica e diventare un vero problema per questi signori», è la richiesta rivolta alla popolazione.
La vertenza, dunque, sembra destinata a proseguire. Al centro restano tre questioni: la destinazione degli alloggi emergenziali di Monterusciello, le condizioni di sicurezza degli edifici e la sistemazione degli sfollati di Pozzuoli. E, dietro queste emergenze immediate, il confronto più ampio sul futuro urbanistico e sociale dei Campi Flegrei.



