
«Si tratta di una situazione che non può essere sottovalutata e che richiede risposte rapide e concrete da parte della Regione Campania. A queste lavoratrici e a questi lavoratori va non solo la nostra piena vicinanza, ma soprattutto il nostro convinto e incondizionato sostegno nella rivendicazione dei loro diritti e la continuità occupazionale.»
«SMA Campania – ha spiegato Ioffredo – svolge un ruolo strategico per la tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini, attraverso attività fondamentali come l’antincendio boschivo, la protezione civile, la manutenzione ambientale, la sorveglianza delle risorse idriche e la depurazione. Proprio mentre la Campania si confronta con gli effetti sempre più evidenti della crisi climatica e con l’avvio della stagione più critica per il rischio incendi, è indispensabile garantire la piena operatività dell’azienda e la serenità economica di chi ogni giorno assicura servizi essenziali alla collettività.»
«Per questo chiediamo che vengano adottati con la massima urgenza tutti i provvedimenti necessari a garantire il regolare pagamento delle spettanze e la piena continuità operativa di SMA Campania.»
«La serenità economica dei lavoratori – ha continuato- non è una questione secondaria: è una condizione essenziale per assicurare l’efficienza di servizi che incidono direttamente sulla qualità della vita e sulla sicurezza delle nostre comunità. È necessario inoltre che si apra un confronto trasparente e permanente con le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori, oltre a costruire una prospettiva chiara per SMA Campania, per i lavoratori di Città della Scienza e, più in generale, per l’intero sistema delle società partecipate regionali.»
«Accogliamo positivamente i primi segnali di intervento da parte della nuova amministrazione regionale sulle questioni legate alla governance delle partecipate, ma riteniamo che oggi la priorità debba essere la tutela del lavoro, la valorizzazione delle competenze e il rafforzamento della funzione pubblica di queste aziende. Non possono essere le lavoratrici e i lavoratori a pagare il prezzo di ritardi, criticità gestionali o di scelte sbagliate.»



