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Napoli, spiaggia-gioiello di Palazzo Donn’Anna sommersa dai rifiuti

Napoli, spiaggia-gioiello di Palazzo Donn’Anna sommersa dai rifiuti

Esposito: “La bellezza di Posillipo non può fare il giro d’Italia per degrado e abbandono. Subito pulizia, controlli e responsabilità chiare”

La spiaggia libera di Palazzo Donn’Anna, a Posillipo, torna al centro dell’attenzione per le condizioni di degrado segnalate negli ultimi giorni. Cumuli di rifiuti, mancanza di controlli, accessi incerti e assenza di un presidio stabile stanno trasformando uno dei luoghi più suggestivi della costa napoletana in un caso nazionale.

A denunciare la situazione sono stati anche l’on. Francesco Emilio Borrelli e il gruppo dei Verdi, insieme a Giovanni Caselli, presidente della Commissione Ambiente della Municipalità 1, che hanno effettuato un nuovo sopralluogo evidenziando la presenza di spazzatura lasciata da bagnanti e turisti. “L’inciviltà di alcuni cittadini va condannata con fermezza, ma le istituzioni non possono limitarsi a registrare il degrado. Il primo cittadino e gli enti competenti hanno il dovere di garantire pulizia, controllo, sicurezza e decoro”, dichiara Domenico Esposito, presidente dell’Accademia Italiana Qualità della Vita.

“La spiaggia libera è un diritto, ma un diritto deve essere organizzato. Se mancano pulizia quotidiana, vigilanza, cestini, regolazione degli accessi e manutenzione minima, la libertà di fruizione rischia di trasformarsi in abbandono”, aggiunge Esposito.

Secondo l’Accademia Italiana Qualità della Vita, il caso di Palazzo Donn’Anna evidenzia una criticità più ampia nella gestione degli spazi pubblici di pregio: luoghi di straordinaria bellezza, se non governati, diventano fattori di disagio, degrado e danno reputazionale per la città. “Se il Comune di Napoli ritiene di non avere risorse sufficienti per garantire un servizio minimo e doveroso, si valuti anche un accesso regolamentato o un piccolo contributo vincolato esclusivamente a pulizia, decoro, vigilanza e sicurezza. L’importante è non lasciare questa spiaggia nell’abbandono totale”, conclude Esposito.

L’Accademia chiede quindi un intervento immediato del Comune di Napoli, dell’Autorità di Sistema Portuale, di Asia, della Municipalità e degli enti competenti per definire responsabilità, servizi e controlli prima che la stagione balneare entri nel vivo.

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